Le voci, a livello informale, circolavano da tempo e tra una corsa e un'altra, in questi giorni, è il tema del momento. Le notizie sulla presunta parentopoli in Atac non hanno colto di sorpresa autisti e meccanici dell'azienda. Ieri, al deposito di Grottarossa, si alternavano ironia e amarezza, in un mix perfetto. «A me interessa poco delle assunzioni dei dirigenti - osserva Edoardo Valentini, autista da oltre 10 anni - ma tutti noi vorremmo che si pensasse di più al nostro organico, ad autisti e meccanici che mancano, alle licenze spesso non concesse». Tra i colleghi, c'è chi ricorda episodi del passato, oggi con una luce diversa. «Tre il 2003 e il 2006 - afferma G.P., autista - molti di noi pensavamo che uno dei dirigenti che coordinava i turni non avesse chiaro il quadro della situazione. Ora, alla luce di quanto sta emergendo, quell'ipotesi trova conferme».
Nel deposito di Roma Nord, il più ampio della città, gli autisti entrano ed escono in continuazione in una giornata, quella di ieri, difficile, tra pioggia incessante e cortei. «Assunzioni pilotate o meno - commenta Daniele Covino - l'importante è che vengano ascoltate le nostre richieste, di chi ogni giorno è in strada». Qualcuno si spinge oltre, chiedendo di restare anonimo. «Ma queste cose mica sono una novità - dichiara uno di loro. - I posti "riservati" ci sono sempre stati. E qualche dirigente, pur se occupava il ruolo non per merito, riconosco che fosse pure capace e disponibile. Il problema sono quelli che non hanno conoscenza del trasporto pubblico, di pianificazione, esigenze del personale». Un suo amico, addetto alla manutenzione, conferma: «Tra colleghi - assicura l'uomo, 49 anni - queste voci sono sempre circolate. Non ci colgono di sorpresa e comunque è una prassi che ho sempre sospettato, ora come dieci anni fa». Diverso il parere di un collega più giovane. «Ho superato una selezione - sottolinea - e ogni giorno sono in strada per 1.300 euro al mese per un lavoro di responsabilità. Se qualcuno non merita il posto che ha deve lasciare».
Se qualche autista preferisce non commentare, altri hanno una speranza: «Che i dirigenti - sostiene S.P. autista - su cui sia confermata una nomina non corretta, si dimettano o vengano rimossi. Siamo un servizio pubblico e tutti, dal presidente all'ultimo arrivato tra gli autisti, dobbiamo dare il buon esempio». E dai diretti addetti ai lavori arriva una richiesta. «Non è importante come siano entrati in azienda - conclude M. R., addetto alla manutenzione - ma ora che queste informazioni sono emerse non ci sono più alibi: nessuno li criticherà, ma i responsabili mettano mano all'organico, facciano nuove assunzioni per conducenti, meccanici, addetti ai depositi, altrimenti tra uno o due anni sarà lo stesso servizio di trasporto a essere a rischio».