Le stazioni sulla linea Avezzano Sora Roccasecca rischiano seriamente di vedere sbarrate le loro porte d'ingresso. La gestione degli storici edifici, nonostante la cessazione di ogni servizio all'interno, è estremamente costosa per Rfi; le ingenti somme messe a disposizione per il mantenimento e gli interventi di restauro sono state vanificate dai quotidiani atti di vandalismo che le stesse subiscono. Tutto questo ha portato la società delle Ferrovie a prendere drastiche decisioni. A dover di cronaca va detto che nessuna delle stazioni, a partire dalla parte della Ciociaria, svolge attività di fornitura biglietti o servizi di informazione e di controllo; tutto avviene automaticamente con comandi a distanza dalla stazione di Avezzano. Gli edifici fungono solo da sala d'aspetto, ma per lo più sono totalmente incustodite, tanto da lasciare mano libera a chiunque vuole arrecare danni alle strutture. In alcuni casi i Comuni hanno richiesto la disponibilità della stazione per cederla come sede alle locali associazioni; questo, a detta del responsabile che controlla gli edifici sull'intera tratta, sta dando discreti risultati. La presenza stabile, nei locali che una volta occupavano i vari uffici della stazione, delle associazioni funge anche da deterrente per writers, persone senza dimora e vandali. Negli ultimi dieci anni Rfi ha stanziato notevoli somme su di una linea ferroviaria sicuramente non strategica, per interventi di manutenzione degli edifici. Il risultato è stato che dopo pochi mesi ancora vetrate rotte, muri scarabocchiati e peggio ancora le poche suppellettili completamente divelte. In tempi di congiuntura economica, i tagli sono inevitabili e l'unica strategia possibile, secondo la dirigenza di Rfi per mantenere le stazioni efficienti, è quella di darle in comodato d'uso ai singoli Comuni. In cambio per le amministrazioni locali c'è l'impegno a tenere aperte e funzionanti le sale di attesa, a mantenerle pulite, casomai cedendole alle associazioni locali come sedi. In alcuni casi, pare che nonostante l'impegno del Comune i risultati siano tutt'altro che soddisfacenti. Presto in ogni caso la scure calerà su alcune stanzioncine di piccole frazioni: per loro la sorte è già decisa. La speranza è che ci possa essere a breve una azione congiunta tra amministrazioni locali e Rfi per dare una risposta concreta. Cento anni e più di storia non possono certo essere cancellati con decisioni unilaterali e senza appelli. Negli ultimi tempi arrivano solo notizie pessime per le piccole tratte ferroviarie; già i servizi sostitutivi su gomma hanno di fatto limitato la ferrovia, ora si affaccia anche lo spettro della chiusura delle storiche stazioni dal classico colore giallo.