E' stimolante il percorso di riflessione che l'onorevole Costantini ha voluto iniziare, insieme al professor Mattoscio ed al professor Mascarucci, sul tema della unificazione delle municipalità di Pescara, Montesilvano e Spoltore. E lo é ancor di più per chi svolge, come me, le funzioni di consigliere comunale a Pescara, e cioé in quella realtà urbana più significativa tra quelle indicate nel progetto Costantini. Se l'ho ben compreso, il valore aggiunto di questa nuova realtà istituzionale possibile sarebbe l'incremento della dimensione territoriale (sommatoria delle dimensioni territoriali dei singoli Comuni), l'incremento della dimensione demografica (sommatoria delle singole dimensioni demografiche), l'incremento dei soggetti privati produttori di reddito di impresa e lavoro autonomo (sommatoria degli stessi soggetti che oggi operano nelle singole municipalità), l'incremento dei trasferimenti di risorse da Stato e Regione in misura vicina a 5/6 milioni di euro, ed in ultimo il risparmio che si otterrebbe dalla ristrutturazione degli apparati burocratici e dalla riduzione dei costi della politica attraverso l'accorpamento delle assemblee rappresentative; dall'insieme di questi vantaggi deriverebbe una nuova realtà in grado di competere nella sfida con altre città come Bari ed Ancona che contendono a Pescara il primato sul versante Adriatico verso il Mediterraneo.
E' evidente che ognuna di queste considerazioni richiede uno specifico approfondimento che certo sarà possibile nel prossimo futuro, ma credo sia giusto dire, a mio parere, che non sono certo gli aspetti dimensionali che hanno consentito a Bari ed Ancona e, quindi, alla Puglia ed alle Marche, di avvantaggiarsi rispetto a Pescara ed all'Abruzzo tra i territori candidati a rappresentare il ponte dell'Italia e dell'Europa verso i Balcani ed il Mediterraneo. Molto di più del numero degli abitanti e dei chilometri quadrati hanno fatto in questi anni, sia in Puglia che nelle Marche, sempre a mio parere, le idee chiare e le strategie condivise tra classi dirigenti nazionali di ogni colore politico e classi dirigenti territoriali (regionali in primis) in tema di infrastrutture soprattutto trasportistiche, sviluppo economico e capacità di attrazione degli investimenti, promozione del capitale umano di qualità, individuazione della vocazione delle diverse porzioni di territorio, fuori da ogni campanilismo provinciale.
Tentando, quindi, di cogliere a pieno, il senso positivo dell'appello trasversale dell'onorevole Costantini alle forze politiche e sociali, credo sia giusto nei prossimi mesi che anche il Partito democratico pescarese ed abruzzese continui ad iscrivere come priorità della sua agenda politica lo sforzo politico, legislativo ed amministrativo per la individuazione nella nostra area metropolitana di una vera e propria città regione, non tanto nel senso istituzionale, quanto in senso sostanziale e cioé di un territorio in grado con la sua forza di trainare alla riscossa economica e sociale tutta la nostra regione.
In un percorso di questo tipo è evidente che anche la riduzione dei costi della politica al minimo può costituire, fuori da ogni demagogia, uno strumento utilissimo a ricreare un rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati, a condizione, beninteso, che non si risolva nella semplice riduzione di qualche consigliere comunale eletto dai cittadini; sarebbe magari giusto associare a questo pregevole intuizione anche l'immediata abolizione, con effetto retroattivo all'inizio della legislatura, del vitalizio dei consiglieri regionali: sono sicuro che il risparmio che si otterrebbe é paragonabile a quello ottenuto dalla riduzione delle assemblee civiche.
* Consigliere comunale Pd Pescara