L'AQUILA - Sfollati di nuovo dopo venti mesi. Un altro dramma. Quasi un controesodo. Non c'è tregua per gli aquilani: terremotati e alluvionati. La città e il resto della provincia sotto la pioggia battente e incessante ininterrottamente per trentasei ore e, solo nel tardo pomeriggio di ieri, è arrivata la tregua. Strade allagate, auto affossate, voragini, cedimenti, smottamenti, frane, perfino l'esondazione del fiume Aterno e dell'affluente Raio, che ha costretto all'evacuazione di duecento persone, disseminate prevalentemente nella zona tra le frazioni di San Vittorino e Cansatessa, trasferite negli alberghi della costa teramana. Problemi anche nei nuclei del progetto Case, soprattutto a Sassa, dove la strada che porta dalla new town al nucleo industriale si è completamente allagata. Al campo sportivo di Centi Colella, diventato un acquitrino, non è stato possibile far svolgere gli allenamenti dei giovani dell'Aquila Rugby, che minacciano di allenarsi oggi a piazza Duomo. A San Marco di Preturo quattro famiglie che, da dopo il sisma abitano in alloggi del paese, evacuate dai Vigili del fuoco, si sono presentate in Comune dal sindaco Massimo Cialente a chiedere una seconda abitazione dove poter stare. Cialente ha chiesto al presidente della Regione, Gianni Chiodi, lo stato di emergenza e di calamità naturale per il Comune dell'Aquila: il governatore ha annunciato che nelle prossime ore valuterà la ricorrenza dei presupposti per formalizzare la richiesta al Governo. Grossi disagi e problemi anche nella Valle Peligna e nella Marsica. Una vasta frana tra Civita d'Antino e San Vincenzo Valle Roveto ha costretto a una sosta forzata il treno regionale 7451, partito da Avezzano e diretto a Cassino. Esondato il fiume Sangro da Villa Scontrone a Castel di Sangro, dove è stato evacuato un camping e un hotel è costantemente monitorato. Il Consorzio acquedottistico di Avezzano ha deciso l'interruzione del flusso idrico sui principali serbatoi di tredici Comuni, in quanto i parametri di torbidità sono saliti a livello di guardia. A Opi l'occupante di un rifugio è stato tratto in salvo da un carro gru privato. Frane anche lungo la statale 82 tra Capistrello e Sora. Il Tevere, nel Lazio, è sorvegliato speciale, anche se a preoccupare di più è uno dei suoi affluenti, l'Aniene, che già ha esondato in Ciociaria. Il fenomeno dell'acqua alta a Venezia ha fatto segnare una punta massima di 111 centimetri sul medio mare.