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Pescara, 20/06/2026
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Data: 02/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fondi per l'emergenza, trovato l'accordo. Dal tavolo capitolino la quadratura dei conti: in arrivo un'ordinanza per stanziare ulteriori 97 milioni

Dopo polemiche, rimpalli, lettere e accuse, finalmente è stato trovato un "accordo" sui fondi per l'emergenza. Per far quadrare i conti è servito un maxi tavolo romano intorno a cui si sono accomodati Chiodi, Cicchetti, Cialente, Gabrielli e i tecnici dei ministeri. Convergenza trovata a quota 97: ovvero sono 97 i milioni di euro in più da erogare rispetto al preventivato. A giorni, allora, arriverà un'ordinanza ad hoc che stanzierà i fondi come anticipazioni, sottraendoli momentaneamente a quelli per la ricostruzione che saranno rimpinguati nel corso del 2011. Il commissario Chiodi ha presentato anche la stima del fabbisogno per l'anno prossimo e si è detto soddisfatto al termine dell'incontro: «È stata una riunione molto positiva, così come mi aspettavo. Con grande spirito di collaborazione». Anche il suo vice, Antonio Cicchetti, è dello stesso parere: «C'era da verificare alcuni dati e dal confronto è scaturita una convergenza. Quando c'è disponibilità a trovare soluzioni è tutto più semplice». Più "pepato" il commento del sindaco, che nei mesi scorsi aveva più volte polemizzato sull'argomento: «Si è provato che avevo ragione io e che le cose stavano come dicevo io. Arrivano, dunque, i soldi per l'emergenza. Mi sono battuto affinché si riesca a pagare entro Natale l'autonoma sistemazione fino a novembre e, inoltre, abbiamo scoperto che ci sono alcune nostre rendicontazioni sui puntellamenti ferme alla Sge. Anche in questo caso per quanto ci riguarda siamo pronti a pagare da subito. Credo che a Natale un po' di gente potrà stare più tranquilla». Il sindaco si è tolto anche qualche sassolino dalle scarpe: «A un certo punto sembrava che non si potesse ricostruire per causa mia. Mi sono anche dovuto "beccare" una conferenza stampa in mondovisione in cui si diceva che c'erano 14 miliardi di euro».
Intanto ieri è andato in scena l'ennesimo scontro politico sulle tasse in occasione della conclusione, in commissione Bilancio al Senato, dell'esame degli emendamenti alla legge di stabilità. Delle circa 300 proposte di modifica nessuna è stata approvata e l'intenzione del Governo è di non approvare cambiamenti neanche in Aula. Il Pd ha attaccato duramente: «I rappresentanti del centrodestra hanno bocciato gli emendamenti presentati dai senatori abruzzesi del Pd sulla ricostruzione e sulla Vertenza Abruzzo». In particolare, sul tema delle tasse, i senatori Luigi Luisi e Giovanni Legnini avevano chiesto «l'equiparazione del trattamento fiscale al sisma di Umbria e Marche, la sospensione delle rate mutui, la deroga al patto di stabilità per L'Aquila». Il voto in commissione è stato preceduto dal parere contrario del relatore di maggioranza, il senatore Pdl Paolo Tancredi: i 12 rappresentanti di tutte le opposizioni hanno votato sì, mentre i 14 componenti della maggioranza hanno scelto il no. «Nei fatti - sottolineano Lusi e Legnini -, a Roma il Pdl e i suoi rappresentanti in Parlamento sostengono il contrario di ciò che promettono in Abruzzo». Pronta è arrivata la replica, a firma dei senatori del Pdl Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi: «Il rinvio del pagamento delle tasse sarà inserito nel decreto "milleproroghe". La differenza sostanziale non è nel voto sull'emendamento specifico alla legge di stabilità, ma nel comportamento su tutta la vicenda terremoto». «Noi, seppure con i nostri limiti - hanno aggiunto i due in una nota - siamo impegnati a lavorare sul governo per dare risposte ai tantissimi problemi che affliggono L'Aquila e i Comuni del cratere. E crediamo che qualche risultato significativo sia stato raggiunto. Sappiamo tutti che c'è ancora molto da fare». Sulle tasse il Pdl ha ricordato che «il Governo si è già impegnato a inserire una norma specifica nel decreto milleproroghe. Questa volontà è stata più volte espressa manifestamente dal governo, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire».

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