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Pescara, 20/06/2026
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02/12/2010
Il Messaggero
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Sanità, tra Chiodi e il Pd finisce male: querele. Il governatore: «No al confronto se serve alle clientele». D'Alessandro: «Adesso basta, parlino gli avvocati»
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PESCARA - Finisce a insulti, col Pd che sbatte la porta e annuncia querele. E' altissima la tensione tra l'opposizione e il governatore sui tagli della sanità e sulla Vis che è la Valutazione di impatto sanitario fondamentale per la tutela della salute dei cittadini sulla quale la maggioranza di centrodestra aveva messo il veto, secondo la rivelazione che il finiano Emilio Nasuti ha fatto in commissione Sanità. L'ultimo atto si consuma ieri pomeriggio proprio quando apre i battenti la Quinta Commissione per l'audizione di Gianni Chiodi, appena il Pd pronuncia la prima delle sue otto domande. E' possibile un confronto sulla sanità, si possono ridiscutere ancora tagli e decisioni? Niente affatto, un presidente nervosissimo risponde secco che a confrontarsi non ci pensa per niente: «Il Pd forse non se n'è accorto ma il confronto c'è già stato. Una marea di incontri con sindaci e sindacati lo dimostrano. Se il confronto è rivolto ad accontentare clientele e interessi particolari non sono disposto a questo confronto. Il confronto che richiedete non è quello nobile». Dice così Chiodi, clientele e interessi particolari, tutta miseria niente nobiltà: è troppo per il consigliere Pd Claudio Ruffini che chiede al governatore di spiegare meglio le sue parole, e Chiodi risponde che non si riferiva a lui ma «alla sua parte politica». Adesso basta, dice il capogruppo Camillo D'Alessandro, «leggeremo i verbali e verificheremo se esiste un contenuto diffamatorio. In tal caso daremo mandato ai nostri legali e se ci saranno le condizioni lo chiameremo a rispondere delle sue affermazioni». Ma non è la prima volta che Chiodi insulta, opposizione o giornalisti non fa differenza, anche se poi è costretto a correggere il tiro. E poco più tardi, lette le affermazioni del Pd che abbandona subito i lavori della commissione, il presidente detta alle agenzie la sua versione dei fatti: «Se per confronto intendete una valutazione delle strategie e degli obiettivi, allora c'è stato in diverse occasioni, politiche, sindacali e con i sindaci. Se poi il confronto auspicato è quello che conduce a scelte tese ad accontentare rivendicazioni particolaristiche e clientelari, quello che ha portato l'Abruzzo al drammatico stato della sanità che ho ereditato, ebbene, si sappia, che non arretrerò di un passo. Per carattere e formazione sono sempre stato per il confronto, ma non per le liturgie della politica politicante». Ma non si farà trascinare nel «ring» il Pd, così dice D'Alessandro, «siamo una forza di opposizione determinata e Chiodi lo sa, per questo tenta di colpirci con le menzogne ma non ci fermerà perchè per noi viene sempre prima l'Abruzzo e gli abruzzesi». Nel frattempo però la situazione della sanità è sempre più grave, secondo il Pd: non è stato raggiunto il pareggio nel 2009, sono stati chiusi parecchi ospedali e le liste d'attesa si allungano oltre misura. Ma è anche sulla Vis che si consuma lo scontro tra Pd e maggioranza. Spiega il capogruppo Pd che in occasione dell'approvazione della legge blocca-petrolio, fu introdotta la Vis: «Il governo impugnò la legge, ma l'unica cosa che non contestò fu proprio la previsione della Vis, cancellandola dal nostro sistema legislativo. La Vis - aggiunge D'Alessandro - è l'unica grande garanzia per i cittadini, anche di fronte ad iniziative che generano paura, avere uno strumento scientifico consente di entrare nel merito (petrolio o amianto, discariche), ma il centrodestra la considera un inciampo». In questa legislatura per quattro volte è stata riproposta l'introduzione della Vis, ma senza esisto. «Chiodi ci ha sempre detto che la Vis non esiste in nessuna parte d'Italia. Falso. Invito i cittadini a collegarsi ad Internet e in qualunque motore di ricerca troveranno milioni di risultati».
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