La Rsa dell'Ama: «La nuova viabilità mette a rischio autisti dei bus e passeggeri»
L'AQUILA. La viabilità cittadina è stata completamente stravolta dal terremoto del 6 aprile.
Talmente «stravolta e peggiorata», secondo i dipendenti dell'Ama, «da mettere quotidianamente in condizioni di pericolo sia gli autisti dei mezzi pubblici che gli stessi utenti».
Il personale dell'azienda del trasporto urbano, tramite le Rsa e il responsabile sicurezza dei lavoratori, ha già da tempo richiesto l'intervento delle autorità competenti. Ma finora senza ottenere risultati.
Per questo motivo la Filt-Cgil sollecita «l'avvio di un urgente confronto fra gli enti interessati, l'Ama e i sindacati, per trovare le possibili soluzioni ed evitare che la situazione peggiori». I problemi più evidenti derivano dal fatto che, dopo il sisma, «sia i percorsi, che i luoghi di interscambio e le fermate, risultano quasi sempre occupati da auto in sosta. Sono poi sorte nuove attività commerciali ed uffici, in aree prive di parcheggio», sottolineano gli autisti, «dove gli automobilisti sostano occupando la carreggiata anche in prossimità di curve ed incroci». I dipendenti dell'Ama hanno delineato una mappa delle zone più critiche, «per chi ogni giorno si destreggia nel caos della viabilità cittadina e delle frazioni».
Si tratta di viale della Croce Rossa, viale Corrado IV, Fontana Luminosa, polo scolastico di Collesapone, via Leonardo da Vinci, viale delle Fiamme Gialle, poli universitari di Coppito e Bazzano, via della Crocetta nei pressi dell'ufficio postale, le piazze di Paganica e Roio e gli spazi di sosta nei nuovi agglomerati del progetto Case. «Per aggirare le evidenti difficoltà derivanti dallo stravolgimento della mobilità urbana», spiega Domenico Fontana, segretario provinciale della Filt-Cgil, «gli autisti dei bus pubblici sono costretti quotidianamente ad operare al limite, se non oltre i dettami del codice della strada, con enorme pericolo per gli utenti del servizio e per gli stessi operatori, per i quali ovviamente tale condizione determina un insostenibile stress giornaliero, oltre al rischio di incorrere in sanzioni e conseguenti penalizzazioni anche economiche. In tale contesto», conclude Fontana, «risulta inaccettabile l'assenza di provvedimenti delle competenti autorità, più volte sollecitate. Va subito convocato un tavolo, con tutti i soggetti interessati, per individuare le possibili soluzioni ed evitare di trovarci in futuro a commentare i prevedibili effetti di tale disastrosa situazione».