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Pescara, 20/06/2026
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Data: 03/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Legge di stabilità verso il sì al Senato. Da risolvere il nodo del 5 per mille. Via libera in commissione senza novità. Per il volontariato solo un ordine del giorno

ROMA Come previsto, la commissione Bilancio del Senato ha approvato il disegno di legge di stabilità (il provvedimento che da quest'anno sostituisce la Finanziaria) senza modifiche rispetto alla versione pervenuta dalla Camera. E cambiamenti naturalmente non ce ne saranno nemmeno nell'aula di Palazzo Madama, dove il testo dovrebbe concludere il proprio iter la prossima settimana (forse già martedì 7). Sono però molte le questioni che i senatori anche di maggioranza considerano non risolte; e così nella stessa commissione il governo ha dato il proprio assenso a una serie di ordini del giorno.
Nella prassi parlamentare, l'ordine del giorno è uno strumento con il quale il Parlamento "impegna il governo" a fare a qualcosa. In realtà già in tempi normali questo impegno è abbastanza relativo, e di solito vengono trasformate in ordini del giorno le misure sulle quali c'è magari un certo accordo, ma che non dispongono di un'adeguata copertura finanziaria. In un periodo in cui il governo è a rischio di cadere la genericità dell'impegno è ancora più evidente.
Fatto sta che ieri di ordini del giorno ne sono stati votati una settantina, sugli argomenti più svariati. Si va dalla stabilizzazione degli sgravi fiscali per l'efficienza energetica (il famoso 55 per cento) alla copertura per l'intero 2011 della cancellazione del ticket sulla diagnostica (attualmente è sospeso per soli cinque mesi) al finanziamento del cinque per mille, che è forse l'unica questione che ha qualche speranza di essere risolte.
La legge di stabilità ha destinato a questo meccanismo (la possibilità per i contribuenti di destinare una parte della propria Irpef ad associazioni di volontariato o enti di ricerca) a 100 milioni, invece dei 400 necessari per assicurare il trasferimento dei fondi a tutti gli organismi interessati. Lo stesso ministro Tremonti, a suo tempo inventore del cinque per mille, ha lamentato che le risorse previste allo scopo sono state spostate dal Parlamento ad altre voci, ed ha dato la sua disponibilità a ripristinare la dotazione originaria. Ciò potrà avvenire probabilmente nel cosiddetto decreto "milleproroghe" che il governo si riserva di approvare a fine anno, sempre che sia ancora in carica.
In questo contesto di limitatezza delle risorse ieri è intervenuta Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, che ha chiesto una manovra correttiva basata sostanzialmente sull'istituzione di una tassa patrimoniale alla francese «sulle grandi ricchezze», con l'obiettivo di ridurre il debito pubblico. Così a suo avviso il nostro Paese sarebbe messo al riparo dalla speculazione finanziaria.

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