PESCARA. L'aeroporto di Fiumicino è rimasto in allarme per alcune ore. Sono stati chiamati persino gli artificieri per far brillare la borsa sospetta, dimenticata nello scalo romano dal segretario di Mascia mercoledì sera, al ritorno dal viaggio a Bruxelles. Il sindaco e il suo fedele collaboratore hanno scatenato momenti di paura.
Neanche fosse atterrato Bin Laden. Ma con i tempi che corrono, il personale dell'aeroporto avrà pensato sicuramente a una bomba.
Nessuno poteva immaginare che nella borsa del giovane segretario del sindaco, Simone D'Alessandro, ci fossero soltanto un computer portatile e una macchinetta fotografica, utilizzata dal braccio destro di Mascia per immortalare la cerimonia nel Parlamento europeo per l'assegnazione a Pescara del prestigioso titolo di Città europea dello sport. E pensare che la trasferta a Bruxelles del sindaco, con D'Alessandro e il suo assessore allo sport Nicola Ricotta, era andata per il meglio. Fino allo smarrimento della borsa.
Il segretario di Mascia si è accorto di non averla portata con sé durante il viaggio di ritorno in auto sull'A25 da Roma a Pescara. A metà strada, dalle parti di Celano, D'Alessandro ha fatto fermare la macchina per cercare la borsa. L'interno e il portabagagli sono stati passati al setaccio, ma della valigetta nessuna traccia. «L'ho visto impallidire improvvisamente», ha raccontato Ricotta.
Nel frattempo, a Fiumicino si è scatenato il caos. Qualcuno si è accorto della borsa abbandonata in aeroporto e ha chiamato la polizia. Sono stati effettuati dei controlli per verificare chi fosse il proprietario, poi è arrivato l'ordine di avvertire gli artificieri.
Mascia e Ricotta sull'autostrada si sono messi subito al telefono per cercare un interlocutore che potesse avvertire immediatamente lo scalo aeroportuale. E la ricerca ha avuto esito favorevole. Tramite dei canali istituzionali, il sindaco e l'assessore sono riusciti a fermare in tempo la procedura di sicurezza adottata in aeroporto per i casi sospetti. Gli artificieri sono stati bloccati proprio mentre tentavano di far brillare la borsa con il computer e la fotocamera. In mattinata, D'Alessandro è partito di nuovo per Roma per andarsela a riprendere.
La vicenda, a lieto fine, si è trasformata ieri in una storiella comica che ha fatto il giro del Comune. Ricotta l'ha raccontata anche ai suoi colleghi di giunta suscitando grosse risate.