Il prossimo Consiglio dei ministri approverà il Piano per il Sud
PESCARA. La discussione del Piano per il Sud, nel prossima riunione del Consiglio dei ministri, potrebbe avere importanti ricadute sull'Abruzzo. Ad auspicarlo è il presidente Gianni Chiodi che, per sbloccare le risorse destinate allo sviluppo regionale, ha scritto al sottosegretario Gianni Letta per invitarlo a partecipare a un incontro con le parti sociali regionali che potrebbe svolgersi nella sede della Regione, a Roma, in una data da stabilire.
All'indomani del confronto aperto alla Camera di commercio di Chieti, su iniziativa della Confindustria, Chiodi ha deciso di coinvolgere direttamente il livello governativo nazionale per cercare di rilanciare la politica degli investimenti nelle infrastrutture, la riorganizzazione del sistema degli incentivi, il credito di imposta per le aziende e maggiori interventi per la sicurezza dei cittadini e delle imprese.
«Ritengo assolutamente necessario», scrive Chiodi al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, «che sia posta la giusta attenzione allo sblocco delle risorse destinate allo sviluppo in Abruzzo. Risorse di cui la nostra regione ha estremo bisogno per poter continuare il processo di risanamento intrapreso negli ultimi anni, e comunque necessarie anche alla luce delle ulteriori difficoltà sofferte dal tessuto economico e produttivo a causa del sisma dello scorso anno».
L'iniziativa del governatore suscita apprezzamento nel mondo imprenditoriale e sindacale abruzzese. «Il presidente ci ha informati via e-mail sulla richiesta di incontro con il sottosegretario Letta», commenta il segretario Uil Abruzzo, Roberto Campo, «un atto quanto mai necessario, e che da tempo sollecitiamo. L'Abruzzo può e deve presentarsi unito in tutte le sue componenti istituzionali, politiche e sociali, per convincere il governo ad assicurare un flusso di risorse che consentano alla nostra regione di fare investimenti utili al rilancio economico e occupazionale».
Campo ricorda che la situazione nazionale è caratterizzata da una preoccupante scarsità di risorse. Ma l'Abruzzo, penalizzato dal terremoto e da una centralizzazione svantaggiosa dei fondi per le aree sottoutilizzate (Fas), ha ragione di chiedere l'attenzione del governo e di essere messo nelle condizioni di reagire alla crisi. «Se non si affiancano politiche espansive alla politica del rigore», commenta Campo, «si rischia di aggravare la recessione». Con l'apertura della «Vertenza Abruzzo», le organizzazioni sociali rappresentative del lavoro e dell'impresa hanno già dichiarato di essere pronte a sostenere un'azione comune in favore dell'Abruzzo, e non faranno mancare tutto il loro apporto e impegno. Una posizione ufficializzata il 28 ottobre scorso con la presentazione di un documento unitario, a firma di tutte le associazioni datoriali e del lavoro abruzzesi. Poi rimarcata durante il confronto alla Camera di commercio di Chieti, quando il presidente degli industriali abruzzesi, Mauro Angelucci, ha ricordato come «nella logica del superamento di questa situazione di crisi, sia fondamentale l'impegno di tutti, a cominciare dalla politica, che deve votarsi finalmente a modelli comportamentali più responsabili e meno conflittuali. Siamo consapevoli», ha proseguito Angelucci, «che come accadutio nel passato, noi abruzzesi, dovremo essere protagonisti del nostro destino e rimboccarci le maniche con la consueta tenacia che ci contraddistingue».