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Pescara, 20/06/2026
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Data: 03/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via al rimpastino, Giunta a 10. Toto (Fli): «Pronti al confronto sulle questioni concrete»

PESCARA - Non un rimpasto nè un rimpastino. Un semplice assestamento di governo, anche se mercoledì sera a cena l'hanno ribattezzata "ricomposizione". Insomma una staffetta, per due assessori usciti altri due entreranno, niente di più: il rimpasto di governo con i nomi delle due new entry sarà ufficializzato sabato mattina, l'incontro romano tra Gianni Chiodi e i coordinatori del Pdl Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano non ha trovato ancora l'accordo sui nomi ma è almeno riuscito a fissare tre paletti. Il primo: l'assessorato all'Aquila non si tocca, un posto in giunta spetta quindi o a Giuliante o a Ricciuti, anche se in pole position e con una disponibilità ora più ampia da parte di Chiodi sembra proprio il capogruppo; il secondo: la giunta dovrà tornare a pieno regime e quindi con dieci assessori, perciò le sostituzioni saranno due; il terzo: la delega alla Sanità resterà nelle mani di Chiodi che cederà una parte delle sue deleghe ai due nuovi assessori. Questi i tre punti fermi sui quali Piccone, Di Stefano e Chiodi si sono salutati l'altra sera, in attesa delle verifiche e delle decisioni del governatore. E mentre Di Stefano incassa l'ammorbidimento di Chiodi su Giuliante, probabilmente in cambio di un altro ammorbidimento, questa volta sulla Carpineta che verrebbe lasciata in sella, restano da valutare le reazioni a catena che comporterebbe la scelta del capogruppo: e cioè l'assegnazione del secondo assessore a un'altra donna magari di Pescara invece che di Chieti, e più gradita a Chiodi. Più la Chiavaroli che la Verì. Nomi che sono stati soppesati durante la riunione del gruppo regionale ieri all'Aquila. E nel frattempo da Fli arriva un nuovo monito. Dice il coordinatore Daniele Toto: «Fli è pronta per discutere le tematiche dell'agenda politica e attende di farlo dal 24 novembre scorso, quando il suo Gruppo in Consiglio regionale lo richiese ufficialmente al presidente della Giunta». Un ritardo deplorevole, quello del rimpasto, secondo Toto, che richiama l'attenzione sull'«urgenza e l'importanza di ripristinare subito l'integrità dell'apparato politico-istituzionale e di assicurare, con adeguati provvedimenti, la funzionalità e l'imparzialità degli apparati burocratico-istituzionali». «Prendiamo atto - prosegue - di una perdurante inconsapevolezza e di una preoccupante deriva gestionale circa la direzione politica della Regione». La giunta dovrebbe confrontarsi sulle questioni concrete, quelle dei contenuti, che interessano il mondo produttivo, la sanità e la società abruzzese nel suo complesso. «Chi ritiene di separare le questioni di programma da quelle delle nomine, privilegiando queste ultime, sbaglia di grosso - conclude Toto - e non fa che reiterare quel balletto della vecchia politica poltronizia da cui Fli, non interessata, non potrebbe che prendere le distanze».
Nel frattempo il Pdl ha deciso: per ora la staffetta, il resto tra sei mesi. In quell'occasione ci sarà una vera e propria verifica sull'operato degli assessori e l'annunciato valzer di deleghe. Ci sarà posto per la vendetta su Castiglione, se nel frattempo non se ne saranno dimenticati, e per assegnare la vice presidenza a Mauro Febbo. Ma tra sei mesi ne possono succedere di cose.

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