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Pescara, 20/06/2026
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Data: 03/12/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Amt, pozzo senza fondo altri 5 milioni di buco. L'azienda potrebbe tagliare altri posti di lavoro. E i sindacati rimandano il referendum

ANCHE se il biglietto del bus salea 1,50 euroe le corse vengono tagliate di tre milioni di chilometri, mancano ancora fra i quattro e i cinque milioni di euro per far quadrare i conti dell'Amt. Scricchiola, prima ancora di diventare operativo, l'accordo siglato l'altra settimana sul trasporto pubblico genovese e ieri i sindacati, in polemica con l'Amt, hanno anche deciso di posticipare il referendum che avrebbe dovuto ratificare l'intesa. I numeri filtrano da indiscrezioni a valle della manovra Tremonti, che costerà all'azienda dei trasporti genovesi un taglio di 8,9 milioni di euro. L'accordo raggiunto l'altra settimana tra Amt, Comune e sindacati stabilisce infatti le misure per tappare il disavanzo di 15 milioni di euro che l'azienda presentava già prima della manovra, a causa dei problemi strutturali preesistenti: residui dell'operazione Ami (9 milioni), diminuzione dei passeggeri a causa della crisi (2 milioni), aumento fisiologico del costo del lavoro (3 milioni) e del carburante (1 milione). Quell'intesa prevede un aumento delle tariffe, il taglio del servizio a 28 milioni di chilometri l'anno e il ricorso ad esodi incentivati con l'aiuto della cassa integrazione in deroga, oltre ad una serie di misure per agevolare il trasporto pubblico in città. La Regione ha già dato il via libera all'intesa, ma il documento deve ancora passare al vaglio del referendum dei lavoratori e su questo fronte si stanno già aprendo le prime ostilità. Il referendum era stato fissato per lunedì, ma ieri i sindacati, Filt-Cgil, FIt-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl, hanno deciso di posticiparlo a data ancora da stabilire, con un comunicato durissimo, nel quale denunciano che il nuovo piano industriale non è ancora stato consegnato, nonostante siano trascorsi i cinque giorni previsti dall'intesa, inoltre «l'amministratore delegato Amt attraverso il documento Amt Informa inverte palesemente l'ordine degli interventi previsto dall'accordo». Il referendum così è rinviato a dopo la presentazione del piano industriale. Questa mattina l'azienda incontrerà i sindacati, ma non è chiaro se consegnerà un piano dettagliato, oppure se si limiteràa presentare i conti della manovra Tremonti, che taglia 8,9 milioni di euro. L'intesa che ha tappato il disavanzo di 15 milioni permetterà anche di coprire una parte di questo taglio, circa quattro milioni di euro, ma ne restano altri quattrocinque senza risposta, anche se il biglietto sale subito a 1,50 euro. Come? Le soluzioni possibili non solo molte: eventuali ulteriori riduzioni del servizio, ma il Comune nella sua ultima delibera di giunta in merito, ha stabilito che sotto i 28 milioni di chilometri non si scende, o interventi sul costo del lavoro, che significa un numero più alto di esodi oltre ai circa 200 che potrebbero andare in pensione passando dalla cassa integrazione nei prossimi due anni, o recupero di produttività. Insomma, lo scenario si presenta caldissimo. Intanto, vista la situazione economica, anche in Comune si iniziano a studiare le ipotesi per il piano di aumento delle tariffe, che verrà inserito nel bilancio comunale e passerà quindi all'esame del Consiglio di palazzo Tursi. «La tariffa a 1,50 euro è l'obiettivo di tutte le aziende della regione - spiega il vicesindaco Paolo Pissarello - evidentemente c'è una sorta di elasticità per raggiungere questo obiettivo. La decisione sull'utilizzo da subito di questa opportunità va comunque inquadrata in un piano di intervento complessivo che prevede oltre alle tariffe anche gli interventi sul servizio e sulla organizzazione». Aumenti riguarderanno anche gli abbonamenti, e le agevolazioni dovrebbero essere agganciate al reddito, ma la novità di oggi è che l'Isee non sarà l'unico strumento di parametrazione, ci saranno anche abbonamenti specifici per studenti e lavoratori. «Purtroppo l'Isee da solo rischia di non presentare elementi di equità - spiega Pissarello - perché da quando è stata tolta l'Ici sulla prima casa tanti hanno spostato la residenza di uno dei due coniugi nelle case di campagna, dimezzando così anche l'Isee. Per questo stiamo lavorando a soluzioni che permettano di salvaguardare le tariffe per gli abbonamenti di studenti e lavoratori che usano il mezzo pubblico per andare sul luogo di studio o di lavoro».

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