PESCARA - Niente sarà più come prima, dice Gianni Chiodi annunciando la conferenza stampa lacrime e sangue di questa mattina. Un nuovo buco a distanza di soli cinque mesi, trecento milioni di deficit venuti a galla nella verifica dei bilanci regionali 2004-2007, un pugno allo stomaco per la sanità abruzzese. Poche parole, ma è solenne il comunicato che convoca per oggi l'incontro del governatore con i giornalisti: "Importanti comunicazioni del presidente Chiodi agli abruzzesi". In tanti pensano che si tratti del rimpasto di giunta, proprio per niente, il rimpasto slitta perchè ci sono problemi molto più importanti da affrontare: il buco della sanità, si parlerà di questo. E oggi Chiodi si presenterà anche con un programma preciso per recuperare i fondi da destinare al risanamento del deficit, in parte Fas in parte da altre scuciture del bilancio, ma è chiaro almeno fino a questo momento che il centrodestra intende evitare il rischio di aumentare ancora Irap e Irpef, non sarebbe popolare soprattutto con l'incognita delle elezioni politiche. Ma quel che è certo è che ci saranno nuovi e più dolorosi sacrifici da chiedere agli abruzzesi, nuovi tagli, nuove importanti economie. «L'Abruzzo in quegli anni è stato letteralmente saccheggiato», ha commentato il governatore dopo l'amara sorpresa che gli viene notificata al ministero dell'Economia giovedì sera, ma la sensazione netta che Chiodi comunica ai suoi fedelissimi è che un momento così difficile l'Abruzzo non lo aveva ancora attraversato. Trecento milioni sono una cifra record, che rischia di compromettere il piano di rientro, trovare quei soldi sarà un'impresa. Trovare le parole per spiegarlo ai cittadini ancora più difficile: per questo nel pomeriggio, dopo aver letto la valanga di reazioni del centrosinistra alla notizia del nuovo buco sanitario pubblicata ieri da Il Messaggero, Chiodi decide comunque di rispondere. «Non appena saranno resi noti i dati sul deficit sanitario regionale - commenta - l'opposizione non potrà che chiedere scusa a tutti i cittadini abruzzesi». Chiedere scusa, perchè secondo il governatore il nuovo e più sorprendente deficit fino ad oggi sfuggito a tutte le verifiche, si riferisce agli anni del governo Pace ma anche a quelli del governo di Ottaviano Del Turco, ed è qui proprio in questa piaga che il governatore mette il dito.
Già nello scorso mese di luglio, quando venne a galla i primo clamoroso buco della sanità di 101 milioni di euro, Chiodi parlò della «pagina più nera per la storia dell'Abruzzo», per questo adesso che si trova di fronte un deficit tre volte tanto userà parole durissime. In quell'occasione è stato messo un solo punto fermo: il processo di alienazione dei beni immobiliari regionali, necessario per coprire quella falla non venne mai avviato. Nè dal centrosinistra, anche a causa della retata del luglio 2008, nè dal centrodestra.
Sarà difficile spiegare agli abruzzesi come mai vengano a galla così, a puntate, deficit mai accertati prima nonostante le verifiche mensili sui bilanci della Regione. Ancora più difficile chiedere nuovi sacrifici.