PESCARA. Il gruppo dei finiani al Comune di Pescara rischia già di scomparire, ad un mese dalla sua costituzione. I tre catoniani, confluiti in Futuro e libertà (Fli), si dicono pronti a lasciare il movimento del presidente della Camera Gianfranco Fini, se a livello nazionale dovesse stringere un accordo con il Pd. «Resteremo con il centrodestra», ha spiegato il consigliere Lerri, «non tradiremo il mandato che ci hanno affidato gli elettori».
In questo caso i tre consiglieri catoniani, Nico Lerri, Adele Caroli e Livio Marinucci, farebbero risorgere il gruppo di Democrazia per le autonomie, sciolto dopo il passaggio in blocco dei tre dissidenti, eletti nelle file del Pdl, a Futuro e libertà.
Intanto, la maggioranza è alla ricerca di un accordo per il rimpasto in giunta. E' certo che entrerà un assessore esterno dell'Udc. Ci sono continui contatti telefonici tra Pdl, Pescara futura e Unione di centro, mentre l'incontro previsto per questa settimana, è stato rimandato alla prossima per gli impegni di Albore Mascia. Il sindaco vorrebbe chiudere la questione in breve tempo, facendo entrare un esponente uomo dell'Udc al posto dell'assessore Alfredo D'Ercole. Ma resta il nodo delle deleghe da sciogliere. Il capogruppo Udc Vincenzo Dogali pretende incarichi di primo piano, come l'edilizia, ma il Pdl non sembra intenzionato a dargliera vinta. Pressioni arrivano anche da Carlo Masci, leader di Pescara futura, intenzionato ad aumentare le deleghe dei suoi assessori, puntando il dito contro lo strapotere del Pdl in giunta. Il rapporto tra consiglieri e assessori è 11 a 9, per il Popolo della libertà e 7 a 3, per Pescara futura.
Intanto, sul fronte del centrosinistra è partita la corsa per eleggere in aula il terzo vice presidente del consiglio comunale, carica che spetta per statuto all'opposizione.
Il consigliere Fausto Di Nisio, che si è candidato anche per il collegio dei revisori dei conti della Asl, è in pole position. E' stato indicato dal suo partito, l'Italia dei valori, che rivendica la poltrona. Poltrona che è stata liberata la settimana scorsa, a seguito delle dimissioni presentate da Roberto De Camillis, consigliere della lista civica Città ponte, uscita dalla coalizione di centrosinistra per federarsi con l'Udc. Con De Camillis la maggioranza adesso può stare un po' più tranquilla: i voti in consiglio sono saliti a 22, più quello del sindaco. (a.ben.)