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Pescara, 20/06/2026
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Data: 04/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Fini in Abruzzo incontra gli universitari. Oggi a Chieti gli studenti della D'Annunzio gli daranno una lettera: «No all'indifferenza»

CHIETI. «La patria divenuta ladra di sogni, di speranze e di verità». E' un passo della lettera che gli studenti dell'università D'Annunzio cercheranno di consegnare a Gianfranco Fini. Lo faranno, oggi pomeriggio, quando il presidente della Camera incontrerà il rettore Franco Cuccurullo nella sede di Chieti dell'ateneo, nella prima delle due tappe della sua visita in Abruzzo che si concluderà, al cinema Maestoso di Lanciano, con un incontro pubblico (alle 16,30) al quale parteciperanno anche il coordinatore e vice coordinatore del suo nuovo partito, Futuro e libertà, Daniele Toto ed Emilio Nasuti.
«Negli ultimi anni», sottolineano gli studenti nel testo, «il vero pericolo sono stati i nostri padri e le nostre madri con la loro incapacità di critica e di volere. Condanniamo l'indifferenza poiché crediamo che la qualità di una società inversamente proporzionale alla quantità degli indifferenti».
«E in ultimo condanniamo noi stessi», proseguono gli studenti, «per non essere abbastanza bravi da rendere chiara l'evidenza. Siamo la futura generazione di precari, o meglio, noi andremo a ingrossare le file di quella che possiamo definire "la classe dei precari"».
Intanto la sede di Pescara della D'Annunzio si ferma per due giorni, in prossimità del weekend. Gli studenti delle facoltà di Lingue e Architettura, blindati da quattro giorni nell'aula numero 26 assieme a una decina di colleghi di Economia e a qualche ricercatore e docente, saranno presenti oggi a Chieti in occasione dell'incontro con Fini. L'obiettivo è continuare la mobilitazione almeno fino al 14 dicembre, quando la riforma Gelmini andrà in votazione nel Senato.
L'abbraccio simbolico con i colleghi degli altri atenei della Penisola, dopo i contatti con L'Aquila e Roma, è proseguito anche ieri con le videoconferenze via Skype con gli studenti dell'università di Ancona, che hanno dato vita a un flash mob alla stazione, e con i ragazzi che sono in occupazione a Urbino. A seguire lezioni alternative, come la conferenza intitolata «Geopolitica dell'acqua» tenuta da Abruzzo social forum, proiezioni video, teatro e musica dal vivo con i Radio Resist.
La vena artistica degli studenti di Architettura si esprime, infine, negli striscioni e nelle decine di crepe sui muri disegnate nell'aula 26 «per esprimere le preoccupazioni di tutti noi per i problemi strutturali in cui versa l'edificio, i cui sotterranei sono sollevati 15 centimetri da terra e ogni giorno spuntano nuove crepe», dicono Giovanni Zimotti e Stefano Loseto di Lingue.

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