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Pescara, 20/06/2026
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Data: 04/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Silvi e Città S.Angelo nella Grande Pescara. Vallescura: «Un solo sindaco». Florindi: «Non possono fare a meno di noi»

TERAMO. Silvi dà un calcio di benservito a Teramo e si getta fra le braccia di Pescara. Città Sant'Angelo cerca spazio vitale: non vuole restare fuori dalla Grande Pescara e dal progetto lanciato da Carlo Costantini (Idv) che prevede solo il capoluogo adriatico, Montesilvano e Spoltore, uniti per crescere.
Ma il Teramano va molto stretto a Gaetano Vallescura, il sindaco anti-lucciole di Silvi che esclama: «Noi vogliamo essere un quartiere di Pescara». E Gabriele Florindi gli fa da sponda: «Pescara non può fare a meno di noi, siamo il vero capoluogo commerciale dell'area metropolitana».
I due si sono incontrati ieri sera nella stanza del secondo. L'uno di destra, l'altro di sinistra: si sono stretti la mano in nome della Grande Pescara e quindi si sono messi a disposione del Centro per una intervista a risposta multipla.
Quanti siete a Silvi e Città Sant'Angelo? E di che colore sono le vostre giunte?
Vallescura: «Qui a Silvi siamo 16mila residenti, ma in estate ne siamo più di 50mila. La mia giunta? Rigorosamente di centrodestra!».
Florindi: «E noi siamo 15mila, ma con una crescita esponenziale di 250 unità l'anno. La mia giunta, invece, è di colore opposto: Pd e Comunisti italiani».
Cosa vi manca, in cosa vi sentite traditi, quali motivi vi spingono ad essere scontenti?
Vallescura: «A me manca la viabilità che mi colleghi all'area metropolitina che, seppure non esista politicamente e geograficamente, di fatto c'è. Ed io che sono stato uno dei pionieri di questo progetto ora mi ritrovo tagliato fuori. Eppure la mia spiaggia è anche di Montesilvano, Città Sant'Angelo, Penne, Loreto e Cappelle sul Tavo. Da me vengono gli imprenditori dell'area metropolitana per acquistare stabilimenti balneari. Giusto Gabriè?»
Florindi: «E' vero, lo confermo. Così come confermo che Città Sant'Angelo è diventata il polo commerciale più grande d'Abruzzo. Il raddoppio dell'Iper e il futuro ampliamento dell'Outlet ci pongono al primo posto.
Quindi le dico cosa mi manca: abbiamo l'assoluta necessità di raddoppiare il casello autostradale di Pescara Nord per migliorare la viabilità e diversificare il flusso. Esiste un progetto da 16 milioni di euro che localizza il nuovo casello a Poggio degli Ulivi.
E' l'unica vera opera strategica da cui può trarre benefici l'intera area metropolitana».
Possiamo quindi arrivare al dunque. Perché Silvi e Città Sant'Angelo vogliono entrare nella Grande Pescara?
Vallescura: «Semplicemente perché noi siamo già un quartiere di Pescara e persino di Chieti e vogliamo rimanere tale. Sa quanti benefici porterebbero a Silvi la metropolitana di superficie, il prolungamento della variante alla Statale 16 che collega già Francavilla e Montesilvano oppure la pista ciclabile del progetto Salinas che unisce il porto di Pescara a Silvi? In appena dieci minuti da qui si arriverebbe all'aeroporto, in venti minuti arriveremmo all'Università di Chieti. Ma per ora la viabilità non c'è, i progetti e gli appalti sono fermi o impiegano vent'anni.
Non rinnego la provincia di Teramo ma guardo alla realtà e penso al futuro perché anche Parigi è composta da 17 Comuni che la fanno grande».
Florindi: «Io non ho il problema di staccarmi da un'altra provincia, ma dico che Pescara per decollare e connotarsi non può fare a meno di Città Sant'Angelo. C'è un esempio molto recente di quanto affermo: appena qualche anno fa infatti ho lanciato una proposta importante, quella di accogliere la struttura dei Giochi del Mediterraneo in 80 ettari di terra che abbiamo fronte mare.
Se avessero accolto il mio progetto, questa zona oggi sarebbe il polo universitario dell'area metropolitana. Oppure l'esempio delle carceri che ora sono nel centro dell'agglomerato urbano, perché non delocalizzarle qui? Invece Pescara vuole rimanere senza un ruolo. Ha un porto e un aeroporto, ma nessuno lo sa mentre le cittadine che le stanno accanto hanno molto da dare e corrono avanti visto che noi con Silvi, Pineto e Atri siamo da tempo d'accordo per creare i comuni della cosiddetta macroarea oppure la riunione che farò questa sera stessa con i comuni del distretto rurale.
Se non creiamo una Grande Pescara con tutte le città dell'area metropolitana restiamo fermi al palo. Siamo perduti. Sa che a gennaio se non ci saranno accordo e unità per fare fronte all'emergenza rifiuti il Teramano finirà come Napoli? E sa che sempre dal 2011 Pescara dovrà interrompere la differenziata perché non sa più dove portare i rifiuti del porta a porta?».
Quindi cosa propongono in termini pratici Silvi e Città Sant'Angelo?
Vallescura: «Io punto alla concretezza, così propongo una struttura sovracomunale composta da tutti i comuni dell'area metropolitana, Silvi inclusa, che pianifichi sia la viabilità che lo sviluppo urbanistico coinvolgendo dei veri esperti. E in futuro, considerando i costi d'oro della politica, e parlando contro i miei stessi interessi, si può anche immaginare un sindaco unico per la grande Pescara».
Florindi: «Le idee vengono e crescono se decise insieme con gli altri. Nessuno di noi pensi di vantare la primogenitura del progetto della Grande Pescara. Mi riferisco a Carlo Costantini oppure a Luciano D'Alfonso. La Grande Pescara non ha padri, è un progetto obbligato perché così corrono i tempi.
Nessuno di noi ora si accorge di passare da un comune all'altro se parte da Chieti, passa per Francavilla, attraversa Pescara, Montesilvano e Città Sant'Angelo e arriva a Silvi. Solo la politica non se n'è ancora resa conto».

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