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Data: 05/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parentopoli all'Atac - L'Atac imbarca parenti, ma lascia a terra i passeggeri: ogni giorno perse 4.000 corse. Scarsa manutenzione e guasti tecnici: lo scandalo dei bus fermi al deposito

La nuova Atac imbarca cugini nuore e cognati fino al 2° grado, segretarie di assessori e figli del caposcorta ma lascia a terra i passeggeri. Dai brogliacci custoditi nei depositi spunta una verità ancora più scomoda delle raccomandazioni a raffica: ogni giorno non escono da Grottarossa e Magliana, due dei 9 stabilimenti più grandi, per mancanza di personale o per un guasto tecnico circa 300 autobus. Considerando che ogni bus effettua in media 15 corse al giorno, fanno oltre 4000 viaggi da capolinea a capolinea in meno. Tradotto in attesa alle fermate, il disagio dei cittadini raggiunge vette da capogiro. Trecento bus su una flotta di circa 2200 mezzi, di cui circolanti circa 1700, è una bella fetta di trasporto in meno.
Mancano i pezzi di ricambio e la manutenzione delle vetture, una voce strategica per valutare la capacità gestionale, si trasforma nell'anello debole della catena.
Qualcuno fa risalire i problemi attuali alla scelta di sostituire gli ingegneri che prima gestivano gli stabilimenti con figure di secondo piano, ex addetti al servizio di controllo dei biglietti in possesso di un titolo di licenzia media, periti industriali, ragionieri o laureati in sociologia.
Va avanti intanto l'indagine interna (ed esterna) sulla parentopoli. Esaurito o quasi il primo grado di parentela, la rete a strascico porta a galla il cugino di un consigliere municipale (Filini) e un altro pesce piccolo: Giulio Perdirosa, assessore di Sant'Angelo Romano del pd. Appena assunto in Atac ha pensato bene di adeguarsi e mettersi a fare la campagna elettorale per il Pdl. Da qui l'espulsione dal partito di Bersani e il successivo ricorso dell'interessato. Le filiere per entrare erano quella politica e quella sindacale, più una appendice per così dire secondaria, una concessione al territorio (Guidonia Montecelio) dell'ex ad Bertucci e del figlio Marco .
I riflettori si accedono così sulla Praxi, la società torinese, esperta in risorse umane. Ha selezionato il personale e vanta tra i suoi clienti Rcs, Telecom, Università cattolica e Nuovo Pignone. Pagata dall'Atac per assumere "raccomandati"?
Bertucci precisa: «La Praxi ha vinto una gara per selezionare il personale. Per gli autisti sono state esaminate oltre 3 mila domande. E ha operato in collaborazione con il nostro direttore del personale».
L'ex ad, per 10 anni consigliere comunale, non sembra particolarmente scosso per la bufera in cui è finito. «Sono sereno, il tempo è galantuomo». «Le segnalazioni? Ci sono e ci saranno sempre. Pranzavo a mensa con gli operai e questo chiunque può testimoniarlo. Ho rapporti cordiali con tutti, anche con uomini e donne del centrosinistra, ma raccomandazioni non me ne ha mai chieste nessuno».
Ha fatto discutere la vicenda degli ex stagisti ultraquarantenni, formati (anche dalla nuora di Bertucci), pagati 350 euro al mese e poi rispediti a casa. «Era un corso finanziato dal ministero, mia nuora era uno dei 400 docenti. Mi dispiace per loro, ad altri però è andata bene».
E gli appalti sospesi dal collegio dei sindaci per l'acquisto dei disco-freni della Metro B che sarebbero costati 4 volte più del prezzo di mercato? «Voglio ricordare che sono arrivato il 19 gennaio e portai quel contratto in Cda su richiesta della direzione competente. Mi dissero che sul mercato era l'unica società, mi fidai. Io non faccio il carabiniere. In seguito non ho fatto nessun blitz, potete controllare i verbali. Il settore acquisti mi disse che senza quei disco-freni avremmo avuto seri problemi. Se non lo avessi fatto sarei stato passibile di omissione di atti d'ufficio».
A bloccare tutto fu Massimo Tizzon, chiamato dal sindaco Alemanno a presiedere il collegio sindacale. «Tutto quello che è apparso in questi giorni non fa bene all'azienda - evita altre polemiche Tizzon, 64 anni, ex direttore generale della Consob - che si trova in un momento di difficoltà rilevante. Quello dei disco-freni è solo un episodio - liquida la questione - il nuovo ad Basile sta facendo un ottimo lavoro per verificare lo stato dell'arte».

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