L'assessore Marchi querela, Storace chiede di «cominciare a licenziare». Alemanno garantisce che non farą sconti «a chi non č in regola». E l'opposzione rilancia: «Risponda sull'assunzione all'Atac del suo caposcorta».
Non si placa la polemica sulla parentopoli Atac. Anzi. A far discutere č l'assunzione nell'azienda dei trasporti romana di Giorgio Marinelli, figlio del caposcorta del sindaco Alemanno e di una segretaria dell'assessore alla Mobilitą Sergio Marchi. «Non mi occupo delle assunzioni nč di Atac nč di altre aziende e apprendo queste cose dai giornali».
Alemanno ha chiesto al nuovo ad Basile di indagare sulle assunzioni decise all'Atac negli ultimi dieci anni. E ha poi garantito: «Interverremo su tutti senza fare sconti o esclusioni nč per capiscorta nč per tutti gli altri. Chiunque non abbia l'assunzione in regola sarą oggetto delel indagini della commissione d'inchiesta».
Dura la reazione dell'assessore Sergio Marchi. L'opposizione continua a chiedere la sua "testa". «Nessuna assunzione in Atac per la mia fidanzata - ribadisce Marchi - si tratta, infatti, di un trasferimento. Stiamo parlando di una persona assunta con concorso nel 1999 a Cotral passata con regolare richiesta a Met.Ro nel 2008. Oggi si trova nella nuova Atac a seguito della fusione aziendale, senza nessun avanzamento di carriera».
E il fratello della fidanzata? «Ha avuto solo un contratto di collaborazione presso Roma Servizi Srl, e non presso Atac Spa, della durata di 4 mesi, gią esauritosi, il cui compenso č al di sotto dell'ordine dei 7 mila euro netti per l'intera prestazione professionale. Ne consegue che disoccupato era e disoccupato rimane!».
Marchi querela ma l'opposzione continua a fare la voce grossa. Per «uscire da questa porcheria», il leader de La Destra Storace suggerisce ad Alemanno «di procedere la censimento dei licenziandi». Il senatore Stefano Pedica,(Idv) annuncia una interrogazioen parlamentare e impegna a pubblicare l'intera lista delle assunzioni all'Atac perché «il sindaoc non puņ dire che non sapeva». Umberto Marroni, capogruppo pd, insiste: «Marchi faccia un passo indietro».