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Pescara, 18/04/2026
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Data: 05/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Chi sbaglia i conti deve andare a casa di Roberto Marino

Forse ci vorrà qualche documento riservato di Wikileaks per scoprire la verità sul debito abruzzese. Pessima notizia questo nuovo buco da 360 milioni. Una mazzata per chi già paga le tasse più alte d'Italia. Il debito non è sotto controllo anche se per mesi e mesi il presidente Chiodi si è vantato del contrario. L'ammontare della somma è enorme. In un Paese civile ci sarebbero già le dimissioni. Ma non fatevi illusioni: resteranno lì, aggrappati a poltrone, privilegi e superstipendi. Sbagliare un conto di 360 milioni non è poco. L'ammanco dovrebbero mettercelo loro, senza infilare le mani nelle buste-paga. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Ma con quale criterio vengono scritti i bilanci?
Questo intrigo getta altro discredito sulla classe politica e dirigente abruzzese. Non solo presidenti, consiglieri, assessori ma anche i grandi dirigenti della Regione hanno responsabilità. La sanità è stata gestita con incoscienza e senza regole, ma l'imbroglio è così complicato che non si riesce nemmeno a stabilire con certezza la dimensione del debito. Mai visto un concentrato di incapacità e leggerezza simile.
Sono anni che chi guida la Regione va in giro a pavoneggiarsi per la riduzione del debito. Cominciò Del Turco durante la visita del presidente Napolitano a Teramo a rivendicare i meriti. Poi arrivò Chiodi: una giunta camomilla per una regione disastrata da debiti e terremoto. Come si spiega questo ulteriore buco di 360 milioni? «Colpa della giunta Pace», «No, colpa vostra». Il teatrino è cominciato, ma Chiodi non può sfilarsi: ha i poteri di commissario, ha fatto del controllo del deficit il suo tormentone. Ogni volta che gli è stato rivolto un appunto ha sempre replicato che stava lavorando per sanare i conti. E adesso? Già oggi l'88 per cento del bilancio della Regione è bloccato dalla sanità: ci sono pochi spiccioli per fare sistema, per investire nelle infrastrutture, nelle nuove tecnologie per dare una spinta all'economia abruzzese che in due anni ha perso 30mila posti di lavoro, tornando con i valori a dieci anni fa. Questo nuovo buco è il colpo di grazia. In tre mesi Chiodi non è riuscito a sostituire nemmeno due assessori: neanche per rimpiazzare un premio Nobel ci si impiega così tanto.

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