Il bagno di folla ha smorzato solo in parte le polemiche della vigilia. Un chiarimento dovrà pur esserci, ma ieri la facciata è stata di rose e fiori tra Pdl e Masci al convegno di Pescara futura-Rialzati Abruzzo sul ruolo delle liste civiche in tempi di federalismo. Di fronte al senatore Gaetano Quagliariello, acclamato da mille persone nell'aula consiliare al Comune, i colonnelli berlusconiani si sono fatti trovare allineati e sorridenti. Meglio fare buon viso, ma da qualche commento a mezza bocca è chiaro che non tutti hanno gradito lo scatto in avanti di Masci, reo d'aver invitato il vicepresidente dei senatori Pdl senza chiedere permesso.
«Evviva il centrodestra, viva Rialzati Abruzzo» ha salutato Guerino Testa smorzando la tensione. «Uniti si vince» è stato il ritornello di Lorenzo Sospiri, «per non rischiare di riportare il centrosinistra al governo della città e della regione». «Noi qui, insieme, al di là delle sigle politiche» ha sottolineato il senatore Andrea Pastore, un po' per esaltare la grande famiglia del centrodestra e un po' per nascondere le sedie lasciate vuote dal senatore Di Stefano e dal governatore Chiodi. Il coordinatore regionale del Pdl, senatore Filippo Piccone, ha parlato dell'emergenza-Abruzzo non senza autocritica: «Siamo messi peggio di altre regioni per colpa di pesanti eredità avute dal centrosinistra ma anche dal centrodestra, vedi il nuovo buco nei conti della sanità» ha detto. Poi l'auspicio: «Abbiamo oggi una nuova classe dirigente e politica nuova, ce la faremo».
L'aula consiliare è stata rivoltata per ampliarne la capienza: non è bastato perché a decine sono rimasti fuori, altri si sono dovuti accontentare di maxischermo e tivù nell'atrio. Masci ha anticipato i contenuti del patto federativo tra Pdl e Rialzati Abruzzo per una nuova politica regionale, progetto per cui Quagliariello ha definito quelli di Pescara Futura «i leghisti del meridione», che guardano al concreto, all'interesse della gente. Orgoglio meridionale. «Alla firma del patto federativo manca poco, occorre attrezzarsi perché il federalismo è già realtà, lo vedo ai tavoli romani, c'è competizione fra i teritori» ha detto Masci, che ieri ha sfoderato un manifesto, datato 1947, di una lista civica ante litteram, l'Unione dei piccoli paesi, cui ha detto d'essersi ispirato. «Qui siamo nati il 27 novembre del 1994 - ha ricordato il leader di Pescara Futura - qui siamo oggi mentre altre sigle e partiti sono scomparsi».
«E' un progetto che ho sempre sostenuto, e poi Masci ci porta bene: grazie a quest'alleanza oggi il Pdl è il partito più forte nella regione» ha detto Quagliariello strappando l'applauso. «Il 14 dicembre sarà il giorno della verità ma, vedrete, avremo i numeri per continuare a governare. Sarebbe irresponsabile andare al voto con questa crisi» ha aggiunto. Nomina pochissime volte Berlusconi, cita invece Fanfani, Gronchi, De Gaulle, De Gasperi e altri statisti per minimizzare l'effetto Wikileaks: «Sapeste cosa si diceva di loro...». Poi mette sotto Fini, «un demagogo che fa esultare il centrosinistra anziché i suoi elettori moderati. Le sue proposte portano altre spese quando servono tagli, non c'è stabilità politica senza stabilità economica». «Rilanciamo al centro il Pdl e andiamo avanti senza paura d'essere tanti: quando si vince c'è più posto per tutti» ha concluso Quagliariello. Applauso.