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Data: 05/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fini: «All'Aquila serviva più umiltà» Il presidente della Camera a Lanciano lancia la sfida abruzzese di Fli

LANCIANO- «Come nel resto d'Italia abbiamo la stessa voglia, anche in Abruzzo, di crescere, pescando sia tra i delusi del Pdl che tra tanta gente che a votare non va più da un pezzo». Così Gianfranco Fini, il presidente della Camera dei Deputati, ha lanciato nella nostra regione il manifesto politico di "Futuro e Libertà", ieri pomeriggio a Lanciano. C'erano più di mille persone ad affollare la principale sala della multicinema Ciak City.
Fli parte proprio da Lanciano, storica e inespugnabile roccaforte abruzzese del centrodestra, con il 64% di consensi alle ultime elezioni comunali, e dove si tornerà alle urne a primavera 2011. L'entourage finiano batte con soddisfazione sul tasto del recente sondaggio che accredita Fli in Abruzzo al 7%. E si gongola a lungo nelle schiere finiane. Ora il lavoro sul territorio dovrà essere sistematico per sfondare ulteriormente, hanno detto i responsabili regionali della nuova formazione.
Giunto da Chieti dove ha partecipato alla manifestazione (con contestazione studentesca e successivo incontro tra una delegazione dei giovani e lo stesso Fini), e saltata una preannunciata conferenza stampa, il presidente della Camera si è scusato con i giornalisti asserendo che «è stato un equivoco». Alle 17,10 Fini ha iniziato ad illustrare i passaggi salienti del suo manifesto politico, intervistato dal giornalista della Rai Lucio Valentini, partendo dall'etica della politica per poi approdare alla giustizia, agli immigrati, all'economia e al futuro dei giovani «che -ha detto Fini- non hanno prospettive. Se vogliono mangiare una pizza i soldi li devono chiedere ai nonni pensionati. Quanto al sistema economico, a parte la crisi, il Governo non ha capito che molte famiglie monoreddito sono scivolate sulla soglia della povertà».
Berlusconi viene spesso citato come "Lui", e quanto all'Abruzzo Fini inquadra maggiormente il dramma de L'Aquila. «Una tenda, una casa sono stati dati nell'immediatezza del terremoto, aggiunge, ma poi c'è stata voglia di strafare. La ricostruzione è tutta un'altra cosa e ridare l'anima alla città ci vorranno inevitabilmente 10-15 anni. Non si ricostruisce dalla sera alla mattina e ciò andava detto con umiltà. Non era necessario dire al mondo che si erano fatti miracoli. Gli aquilani sono persone serie. Il modo più realistico e concreto da fare era stabilire le priorità, lavorando in piena convergenza tra Governo, Regione, Provincia, Comune».
La convention frentana si consuma con piena soddisfazione del coordinatore regionale, l'onorevole Daniele Toto, e del vice Emilio Nasuti, consigliere regionale, in veste di padrone di casa, visto l'ampio serbatoio di voti che ha raccolto sul Lancianese. Toto viene presentato da Nasuti come «il coraggioso che abbandona la nave dell'Imperatore per salire sull'Arca Fli che vuole un'Italia nuova». E Toto esordisce parlando di Fli «come un nuovo contenitore per una nuova avventura in Abruzzo, che parte proprio da Lanciano».
Salutata con particolare entusiasmo, dai leader regionali di Fli e dallo stesso Fini, l'ex assessore regionale Daniela Stati, in prima fila dell'affollata platea.
Direttamente in sala si è poi consumato anche il "toto-acquisti" dei vari amministratori in forza al Pdl. Almeno per Lanciano e il suo territorio nomi certi usciranno soltanto dopo la discussione, il prossimo 14 dicembre, in Parlamento, della fiducia al Governo Berlusconi. Solo allora si conosceranno i nomi dei nuovi transfughi in vista, appunto, delle amministrative, che a Lancaino sono attese con particolare partecipazione.

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