MADRID. Dalla Spagna all'Italia, dalla Francia alla Finlandia: traffico aereo nel caos ieri per proteste e maltempo. Lo sciopero selvaggio dei controllori di volo spagnoli ha paralizzato il Paese per quasi 48 ore, bloccando oltre 330mila persone negli scali, e ha mandato in tilt i voli di mezza Europa, compresa l'Italia dove in migliaia sono rimasti a terra. Voli cancellati per sciopero anche in Finlandia e situazione critica in Francia, Germania e Inghilterra a causa dell'ondata di gelo.
E' stata la decisione del governo Zapatero di decretare, per la prima volta dalla fine del franchismo, lo «stato di emergenza» a far rientrare ieri lo sciopero selvaggio dei controllori di volo spagnoli. Gli uomini radar iberici portano avanti da tempo una battaglia contro il «pacchetto austerity» approvato dal premier. Venerdì l'ultima goccia: il decreto sugli orari di lavoro. Da un momento all'altro hanno così incrociato le braccia in tutto il Paese, abbandonando il posto di lavoro. Una protesta che ha determinato la chiusura dello spazio aereo proprio in concomitanza con il lungo «ponte della Costituzione». Alle 13 di ieri erano già stati cancellati 1.148 voli in arrivo e 1.100 in partenza. La situazione è stata particolarmente critica all'aeroporto di Madrid Barajas dove migliaia di viaggiatori hanno dovuto trascorrere la notte per terra, al freddo. Molti hanno denunciato la mancanza di informazione e di assistenza. La polizia è dovuta intervenire a Valencia per fare uscire da un aereo per Ibiza i viaggiatori che avevano deciso di occuparlo. Disagi anche in Italia a Fiumicino, Malpensa, Linate, Venezia e Trieste con Alitalia che ha annullato tutti i voli della mattinata da e per la Spagna. 51 quelli cancellati solo a Fiumicino con 4.000 passeggeri coinvolti. La Vueling è la compagnia più colpita dai disagi: con 16 voli soppressi, tra arrivi e partenze. Seguono Alitalia con 14 (sette in partenza e altrettanti in arrivo), Iberia, con 8; Easy Jet, 4; Monarch e Swift, 2 ciascuno, e Thai, 1. Quattro i voli cancellati in partenza a Ciampino. A Milano quattordici, dieci a Malpensa e quattro a Linate.
Il governo spagnolo, che venerdì sera aveva ordinato all'esercito di prendere la direzione del traffico aereo, ha proclamato lo «stato di emergenza» ieri mattina dopo essersi riunito in sessione straordinaria. Il vicepremier Alfredo Rubalcaba ha annunciato che il controllo dello spazio aereo era passato sotto il ministero della Difesa e che i controllori che si sarebbero rifiutati di lavorare sarebbero incorsi nel reato di «disobbedienza» punito dal codice penale militare con il carcere. Per paura di finire davanti alla Corte Marziale, i controllori sono così tornati in servizio nelle prime ore del pomeriggio. «Abbiamo rinunciato, ci siamo arresi - ha dichiarato uno di loro - Hanno minacciato arresti, carcere, i nostri conti in banca e le nostre case». Alle 16 lo spazio aereo spagnolo era di nuovo aperto. Però «per tornare alla normalità - ha poco dopo dichiarato il ministro dei Trasporti Josè Blanco - serviranno fra 24 e 48 ore». E non era ancora finita. «Quanto accaduto - ha aggiunto il ministro - avrà conseguenze gravi per coloro che hanno violato la legge».
Nelle stesse ore la compagnia aerea finlandese Finnair annunciava la cancellazione di 119 voli, pari al 60% del suo traffico aereo, per lo sciopero del personale di bordo. Mentre la direzione generale dell'aviazione civile francese (Dgac) chiedeva alle compagnie aeree di tagliare il 20% dei voli dall'aeroporto parigino di Roissy-Charles de Gaulle «tra le 9 e le 16» di ieri, a causa della fitta neve e del ghiaccio.