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Pescara, 20/06/2026
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Data: 05/12/2010
Testata giornalistica: Il Tempo - Edizione Abruzzo
La mazzata di fine anno. 360 milioni di buco nella Sanità in Abruzzo

Gianni Chiodi «Una cifra da trovare entro fine mese. Spero di farcela senza aumentare le tasse». Ma esplode la polemica tra le forze politiche

PESCARA Come si scrive 360 milioni di euro? Gianni Chiodi deve trovare un simile tesoro entro il 31 dicembre, pena il crac della Regione. Nel giorno di Santa Barbara, il presidente ha fatto fuoco e fiamme rivelando i dati agghiaccianti certificati dal tavolo di monitoraggio del Ministero delle Finanze sulla cattiva gestione della Sanità in Abruzzo. «Non so come faremo - ha ammesso Chiodi, che ha faticato da matti per conservare l'abituale aplomb - ma ce la faremo senza aumentare le tasse». Stando allo screening ministeriale, la Regione ha amministrato bene le risorse della Sanità dal 2001 al 2003 (primi tre anni della Giunta di Giovanni Pace) e dal 2008 al 2010 (terzo della Giunta Del Turco e primi due della Giunta Chiodi), mentre il disastro è stato causato nel periodo intermedio, dal 2004 al 2007, ovvero gli ultimi due anni di Pace e i primi due di Del Turco. Durante il quadriennio "maledetto", ha spiegato Chiodi, «la Regione ha distratto i fondi della Sanità impiegandoli in altri settori». In sostanza, il debito dovuto alla gestione del settore Sanità (rappresenta l'80% delle risorse finanziarie complessive della Regione) ammonta a 528 milioni, 197 dei quali recuperati dall'Esecutivo di centrodestra grazie al piano di rientro, pertanto ne restano 360 ancora da coprire. Già a luglio, Chiodi rivelò un buco di 101 milioni, ora il disavanzo si è più che triplicato: come mai una voragine di questo tipo è stata scoperta solo ora? «Semplice, - ribatte Chiodi - perchè il tavolo di monitoraggio ce l'ha comunicato il 2 dicembre». Chiodi prova anche a prescrivere la ricetta giusta: «Le strade praticabili sono due: impiegare una parte dei fondi Fas destinati all'Abruzzo (853 milioni in tutto ndr) e chiedere un anticipo alla Tesoreria dello Stato». Per Gianni Di Cesare della Cgil «è un'impresa titanica perché il Governo si appresta a togliere i fondi Fas all'Abruzzo per concentrarli verso altre priorità». Dopo averla raccontata ai giornalisti, Chiodi ha dovuto replicare l'amara verità ai segretari regionali dei sindacati, ma Roberto Campo (Uil), Maurizio Spina (Cisl) e Gianni Di Cesare (Cgil) sono stati meno indulgenti dei cronisti. Tutti temono, infatti, che con l'anno nuovo arriveranno anche nuove tasse. Su questo punto, il capo della Giunta ha giurato che «non ci saranno aumenti, di certo però si aggiungeranno altri tagli a quelli previsti dalla manovra Tremonti e quindi taglieremo tutto il necessario, comprese alcune spese delle Asl su farmaci, beni e servizi che in Abruzzo sono ancora superiori alla media nazionale». Un Chiodi furente si è scagliato contro il centrosinistra e i suoi esponenti «che hanno combinato disastri e si permettono pure di accusarci, comunque noi lasceremo una Regione risanata. Per quello che stiamo facendo e che faremo dovremmo restare in carica altri cinquant'anni!». Un auspicio che suona come una minaccia per il segretario abruzzese del Pd Silvio Paolucci: «Chiodi è disperato e mente sapendo di mentire. In realtà due terzi del buco sono colpa di Giovanni Pace e sui restanti 101 milioni sono gli stessi tecnici del Ministero della Salute che accusano questa Giunta di violare le leggi regionali». Per il capogruppo dell'Italia dei valori Carlo Costantini, Chiodi «deve mandare a casa tutti quelli che in questi due anni hanno sbagliato - afferma - a cominciare dal sub commissario Giovanna Baraldi per finire con i superesperti della task force ministeriale e regionale: se farà tutto questo avrà il nostro appoggio».

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