PESCARA - "Memoria corta e politica del lamento non risolvono i problemi: il presidente Chiodi si prenda le sue responsabilità con i cittadini".
Lo afferma il segretario generale della Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare.
"Ancora una volta - ha detto - il presidente Chiodi non trova di meglio che scaricare ogni responsabilità sugli altri, su chi ha guidato la regione prima di lui. Anche questa volta, quando annuncia che i debiti della sanità regionale sono aumentati di altri 360 milioni di euro, il presidente Chiodi riprende il suo lamento contro gli ex amministratori. Ora, dopo aver ricordato al presidente che a guidare l'Abruzzo per 8 anni è stata la sua coalizione (un ex assessore al bilancio ancora oggi fa parte della giunta Chiodi), aggiungiamo che da quando l'attuale amministrazione è entrata in carica la Cgil abruzzese cerca di spiegare al presidente qual è la vera situazione dell'ente, di ragionare con il governatore sulla montagna di debiti che incombe sui cittadini.
"Un tentativo inutile - ha proseguito Di Cesare - perché Chiodi è rimasto chiuso nella sua cittadella, rifiutando qualsiasi confronto su un tema fondamentale per la stessa vita della regione, su argomenti che vengono discussi e decisi in altre sedi, a Roma, ma non nei palazzi abruzzesi della giunta regionale".
Ancora, secondo il segretario generale Cgil, "l'altra cosa da dire con chiarezza è che il presidente usa sempre la stessa parola e gli stessi concetti ma evita di pronunciarsi sull'altro grande e vero problema: la scarsità delle risorse economiche per l'Abruzzo, la miseria dei fondi che ci assegna il governo, l'impossibilità di poter fare qualsiasi scelta, qualsiasi politica, qualsiasi investimento".
"C'è un'altra strada che la Giunta regionale può seguire se ha bisogno di soldi - ha concluso Di Cesare - cercare gli evasori, colpire gli abruzzesi che non fanno il loro dovere, una strada che finora Chiodi e i suoi hanno mostrato di non voler imboccare".