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Data: 06/12/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Berlusconi contro Fini e Casini «Ho una certa età, ma non lascerò a questi maneggioni»

"Unico obiettivo prendere il mio posto"
Il premier interviene con una telefonata a una manifestazione a sostegno del governo. "Questi signori vogliono consegnare il Paese alla sinistra".

ROMA - "Casini ha il solo fine di far fuori Silvio Berlusconi per prenderne il posto". L'ira del presidente del Consiglio si abbatte nuovamente sul Terzo Polo dopo l'intervista del leader dell'Udc a Repubblica 1 nella quale a lui chiede di farsi da parte e al Pdl un nome alternativo per la presidenza del Consiglio. Il presidente del Consiglio interviene telefonicamente - e con alcuni incidenti provocati dalla linea disturbata - a una manifestazione in corso a Roma in sostegno del governo. Non cita Fini ma parla della sua "incoerenza totale" e lo affianca a Casini nell'intento di "consegnare il Paese alla sinistra". Poi, un inedito riferimento alla sua età, quando chiede sostegno ai cittadini per la prosecuzione del suo mandato: "Sono consapevole che ho una certa età e che dovrò lasciare prima o poi, ma passerò il testimone quando avrò terminato il programmma e comunque mai ai maneggioni della vecchia politica".

Attacco agli "incoerenti". "C'è un'incoerenza totale da parte di questi signori che fino a ieri sono stati con noi e sono passati dalla Bossi-Fini al voto agli immigrati, dal presidenzialismo al premio di maggioranza. Questi signori che per ambizioni personali ora vogliono consegnare il governo del Paese alla sinistra. Gli italiani devono saperlo".
Senza fare il nome è con queste parole che Berlusconi attacca Fini e sembra una precisa risposta a quanto affermato ieri dal presidente della Camera e dal leader dell'Udc nell'intervista a Repubblica: "Questi signori usano mezzi di propaganda indebiti - afferma Berlusconi - ieri hanno detto che bisognava dirlo agli aquilani che ci sarebbero voluti anni per mettere a posto tutto. Ma noi sappiamo bene che per il centro dell'Aquila serve un esame preciso di ogni singolo edificio. Loro usano argomenti che non stanno né in cielo né in terra".

Il 14 dicembre e "la credibilità del Paese". Berlusconi insiste sul 14 dicembre, "sono convinto che avremo la maggioranza sia al Senato che alla Camera", e dice di non riuscire a credere "che ci sia un'armata così grande di creduloni che seguono questi aspiranti leader politici che portano avanti un discorso di distruzione della credibilità del Paese". Per questo, aggiunge, "in questo periodo è importante attivarsi per far giungere alla gente le nostre posizioni al di là di quello che dice la stampa la cui grande maggioranza è contro di noi".

"I rischi della sinistra al governo". A fronte "di un governo che ha fatto tanto con un presidente del Consiglio che ha conquistato un grande prestigio nel mondo", insiste il premier, "se la sinistra andasse al governo gli italiani pagherebbero un prezzo elevato: verrebbe reintrodotta l'Ici, sarebbe introdotta un'imposta sul patrimonio, il prelievo fiscale sui Bot sarebbe elevato da 12,5% al 25%, oltre a una limitazione delle libertà dei cittadini sia con nuove norme di polizia tributaria che con intercettazioni a go go". Senza parlare dell'intenzione "di aprire le porte ai clandestini per poi dar loro il voto e conquistare il governo del Paese".

La situazione economica italiana. Berlusconi dice che "le principali agenzie di rating hanno confermato un giudizio positivo sul nostro Paese ma tale valutazione è sottoposta alla condizione del mantenimento della stabilità di governo" e quindi con una crisi "potremmo diventare bersaglio della speculazione internazionale". E di nuovo "la sinistra": "Facendo quello che vorrebbero fare questi signori nuovi alleati con la sinistra, si aprirebbe una situazione di instabilità e potremmo diventare bersaglio della speculazione internazionale come la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo e altri paesi. Un rischio tragico".

"Loro maneggioni, io una star". Dopo aver definito "maneggioni", "seconde file" e "professionisti della politica" quelli che vogliono "farlo fuori", Berlusconi si autodefinisce una "star" della politica internazionale. E dice che nel corso dei vertici internazionali "tutti venivano a farsi le foto con me, non solo per a mia esperienza ma anche perché tutti mi conoscono come un tycoon e non solo per essere un politico".

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