A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria..., non è solo una legge della Fisica, ma anche della politica. E, così, se Gianfranco Fini, a Lanciano, affronta il tema della ricostruzione dell'Aquila per dire che, sì, è vero, «si è risolto il problema di un pronto alloggio e si sono evitate le vergogne del passato», ma «alla fine, creare aspettative esagerate ha determinato il boomerang». E se, continuando, sempre riferendosi a Silvio Berlusconi, sottolinea che, ebbene sì, «la voglia di strafare, il gusto di dire che lui è il più bravo del mondo, ha determinato la giusta reazione», d'altra parte «non bisognava promettere la ricostruzione immediata della città, serviva un approccio umile, bastava dire la verità: per rifare l'Aquila ci vorranno 10 - 15 anni», scontata è la reazione, uguale e contraria, del premier.
Arriva durante un collegamento telefonico con una manifestazione del Pdl a Roma: «Questi signori usano dei mezzi di propaganda che sono assolutamente indebiti: ho sentito da qualcuno che dovevamo dire ai cittadini dell'Aquila che ci sarebbero voluti molti anni per ristrutturare l'Aquila. Una cosa che noi abbiamo sempre detto. Siamo intervenuti con grande tempestività ed efficacia dopo il terremoto e abbiamo ricostruito in pochi mesi le case di chi le aveva perse completamente». Per quanto riguarda il centro dell'Aquila, aggiunge, «noi abbiamo subito detto che sarebbe stato un lavoro lungo», e dunque «usano degli argomenti che non stanno nè in cielo nè in terra». Anche il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, il giorno prima, a margine di una festa a Prodenone con i volontari del Friuli Venezia Giulia, aveva trovato il modo di rivolgere un invito agli amministratori dell'Aquila e del territorio: «Dovrebbero venire in Friuli a vedere come si fanno opere per governare» le emergenze. Mah!
Ieri, un pannello di 5 metri, con la piantina dell'Aquila e con dei post-it a indicare dove si sono ricollocate le associazioni dopo il terremoto, è stato esposto in piazza Duomo, nella giornata conclusiva della kermesse: «Volontariamente... fai la differenza». Stand, musica e attività laboratoriali per bambini, hanno visto all'opera le principali realtà associative locali. Così anche L'Aquila ha festeggiato la "Giornata internazionale del volontariato".
L'assessore comunale alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane, intervenendo all'iniziativa, ha ribadito che «i 2 milioni e mezzo che il ministro Meloni ha destinato all'Abruzzo e all'Aquila vanno sbloccati subito dalla Regione Abruzzo e destinati al progetto Scuole aperte, per far fronte alla carenza di spazi associativi e aggregativi per i giovani. Spazi, che dopo il 6 aprile, sono ancora più carenti». E ha aggiunto: «Proponiamo concretamente di lasciare aperte le scuole anche nelle ore pomeridiane, per consentire ai giovani di questa città di avere dei posti dove potersi ritrovare per attività didattiche, culturali e sociali. Il volontariato ha rappresentato l'asse portante della Protezione civile nella gestione dell'emergenza, dopo 6 aprile, e ancora oggi costituisce una grande risorsa per il Comune dell'Aquila. Per questo motivo le attività del volontariato occupano uno spazio rilevante all'interno del piano sociale, che sta predisponendo il Comune».
Sempre a proposito di spazi per il sociale l'assessore Pezzopane ha sottolineato la centralità del ruolo di Collemaggio: «La Asl deve rigettare la proposta di vendita di quell'area, che è e deve rimanere spazio pubblico, patrimonio collettivo e strategico di tutta la cittadinanza. La collina del dolore e della follia deve diventare la collina della speranza e della rinascita. Nell'area dell'ex ospedale psichiatrico vanno realizzate iniziative culturali e di inclusione sociale. Non siamo d'accordo a operazioni di stampo speculativo».