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Data: 07/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia punta a tagliare 1.000 dipendenti di terra attraverso la cigs e gli esodi volontari

ROMA L'Alitalia punta a tagliare 1.000 unità del personale di terra entro giugno 2011. Lo hanno riferito i sindacati al termine di un incontro con l'azienda precisando che il taglio dovrebbe essere del 7-8% su un totale di poco più di 8.900 dipendenti pari a circa 700 persone che su base volontaria intendono andare in cassa integrazione straordinaria per sette anni. Altri 250 lavoratori verrebbero poi «esternalizzati», cioè passerebbero a società di gestione aeroportuale a cui Alitalia intende cedere le attività di handling, in particolare a Catania, Brindisi e Bari. Lo scalo più penalizzato sarebbe, ovvamiente, quello di Fiumicino. Obiettivo dell'Alitalia, secondo quanto hanno riferito i sindacati, è puntare al pareggio operativo concentrandosi sul core business.
La compagnia vorrebbe concludere l'intera operazione entro giugno 2011, sfruttando i primi tre mesi per raccogliere la disponibilità dei lavoratori alla cassa integrazione. Una operazione che, tecnicamente, avverrebbe in due tranches: la prima entro i prossimi tre mesi e la seconda nei tre successivi.
Il segretario nazionale della Fit Cisl, Claudio Genovesi, ha spiegato che sarà avviato «un confronto su un progetto di efficientamento e di intervento riorganizzativo che ha come finalità posizionare al meglio Alitalia nella alleanza e renderla competitiva sui mercati. Non vi sono pregiudiziali da ambo le parti - ha proseguito - su tempi, contenuti e modalità. È comune obiettivo la ricerca di condivisione di partecipazione e consenso finanche di ciascun lavoratore».
Per il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, «preoccupa il dato del 7-8% anche perchè ricavato sotto un profilo meramente contabile e non da una prospettiva dell'azienda. Ora si deve aprire un confronto vero, non con l'orologio sul tavolo». Comunque la trattativa andrà avanti nei prossimi giorni»

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