PESCARA - La notizia pubblicata ieri da Il Messaggero con i verbali della riunione del 2 dicembre tra Regione e tecnici del Ministero dell'Economia, in cui si rivela che la Giunta regionale era a conoscenza di un nuovo buco nei conti della sanità dell'aprile 2009, ha suscitato diverse reazioni.
Il segretario e il capogruppo regionali del Pd, Silvio Paolucci e Camillo D'Alessandro: «Chiodi ha tenuto le carte nascoste per quasi due anni, o non ha trovato il tempo per leggere i verbali e dunque per fare il suo lavoro di commissario alla sanità. Evidentemente Chiodi ha voluto nascondere all'opinione pubblica il disastro in cui i suoi colleghi di partito e attuali colleghi di Giunta hanno lasciato la sanità abruzzese»
Anche l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci, ha però qualcosa da dire sulle responsabilità del nuovo buco emerso dai conti sulla sanità, sottolineando di essere stato proprio lui a segnalare al commissario Redigolo, nella immediatezza dell'insediamento del governo Chiodi, l'esistenza delle passività 2004-2005-2006. E questo, ricorda ancora Masci, avveniva sin dal febbraio 2009. Ecco cosa accadde successivamente, sempre secondo il racconto dell'assessore: «Nelle riunioni successive il Tavolo di monitoraggio sulla Sanità, come risulta dal verbale del 1. aprile 2009, decise di soprassedere sulla questione, sostenendo che si trattava di un problema coperto dal piano di rientro». Ma oggi, a distanza di venti mesi da quella data, il ministero dell'Economia, dopo ulteriori verifiche, scopre che la Regione non aveva provveduto a sanare quella posizione debitoria degli anni 2004-2005-2006, «non definita colpevolmente al momento della sottoscrizione del Piano di rientro del marzo 2007». Dai documenti e dalla scansione temporale, «emergono senza ombra di dubbio -affonda Masci- precise responsabilità che risalgono agli anni 2004-2005-2006, a cui la Giunta Chiodi è assolutamente estranea». Un botta e risposta destinato a durare ancora a lungo. Come i "tavoli" riparatori.
Infine, i sindacati: Cgil, Cisl, Uil Abruzzo esprimono «grande preoccupazione per la situazione regionale su cui si abbatte una nuova emergenza nello stato dei conti pubblici con la necessità di reperimento di 360 milioni entro l'anno. Riteniamo necessarie due operazioni verità, una sulle responsabilità politiche del dissesto dei conti pubblici regionali; l'altra sul definitivo accertamento dello stato degli stessi, che metta la parola fine alle scoperte di sempre nuovi e maggiori buchi. Sarebbe inaccettabile ed insostenibile un aumento delle tasse regionali, siamo pronti alla mobilitazione per contrastarlo. Le soluzioni alternative avanzate dal presidente Chiodi hanno comunque rilevanti ricadute negative e richiedono l'adozione di contromisure per limitarne la dannosità. In particolare, l'ipotesi del mutuo da 200 milioni configura un'ulteriore riduzione della quota di bilancio disponibile per le attività della Regione, con la paradossale crescita simultanea di rigore e debito. Per quanto riguarda l'utilizzo di parte del Fas, è chiaro che si tratta di una distrazione di risorse dallo sviluppo alla copertura dei buchi della spesa corrente. Un esito inaccettabile».