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Pescara, 18/04/2026
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Data: 08/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Libertà a Spadaccini, quarto no del giudice. L'ex re degli aerei rischia di restare in carcere anche a Natale: «Può inquinare le prove»

EVASIONE FISCALE E RICICLAGGIO Intanto otto società hanno risposto al bando per la gestione dei Canadair

PESCARA. L'ingegnere Giuseppe Spadaccini non può lasciare il carcere: esiste il pericolo che, una volta libero o ai domiciliari, lasci l'Italia o che inquini le prove. Così il giudice delle indagini preliminari (Gip) Guido Campli dice no alla richiesta di scarcerazione dell'ex «re degli aerei», rinchiuso nel San Donato da due mesi. E' la quarta volta che avviene - tre sempre per opera del Gip del tribunale di Pescara una da parte del Riesame - accendendo così un caso attorno all'ex imprenditore aeronautico, amministratore tra l'altro della Sorem, la società che ha gestito gli aerei antincendio Canadair della Protezione civile.
Spadaccini, che è in carcere dal 21 ottobre - giorno in cui è scattata l'inchiesta sulla maxi evasione fiscale internazionale e riciclaggio da 90 milioni di euro che vede altri 23 indagati - corre il rischio di trascorrere dietro le sbarre anche il Natale, a meno che il suo avvocato Sabatino Ciprietti non decida di inoltrare un ulteriore ricorso d'urgenza al Riesame.
Secondo l'accusa, l'ex ingegnere avrebbe promosso e organizzato, attraverso collaboratori italiani, una fitta rete di società italiane e portoghesi (porto franco di Madeira) le quali, tra il 1999 e il 2008, avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per 30 milioni di euro. Un giro vorticoso di denaro, con l'unico fine di sottrarre i ricavi delle società italiane al Fisco, creando altresì fondi occulti all'estero. Spadaccini aveva prima negato, poi nel corso degli interrogatori avrebbe chiarito ruoli e operazioni. Ma, secondo il giudice, non ha detto tutto, o perlomeno tutta la verità. Così mentre la Procura si appresta a chiudere il fascicolo riguardante l'evasione fiscale per gran parte degli indagati, su Spadaccini restano molti punti interrogativi legati forse alle operazioni di riciclaggio e sulla reale entità di esse.
«Non riesco a spiegarmi le motivazioni del giudice», replica l'avvocato Ciprietti, «Spadaccini ha sempre risposto alle domande sull'evasione fiscale che gli viene contestata, non ha più voce in capitolo nelle sue società tanto più che esse sono sull'orlo del collasso e sono amministrate da un curatore del tribunale. Pertanto non vedo», aggiunge il legale che aveva fondato la sua richiesta proprio sulla concretezza dell'impossibilità della reiterazione del reato, «come possa nascondere ancora qualcosa o tornare a ripetere ciò di cui è accusato, Spadaccini è da due mesi in carcere, qualcun altro c'è stato di meno per accuse più importanti». Prima di decidere se presentare un altro ricorso, l'avvocato vuole valutare la possibilità che il suo assistito venga di nuovo interrogato.
I Canadair. Intanto è scaduto il bando col quale la Protezione civile intende assegnare pro tempore la manutenzione dei Canadair dopo il divorzio dalla Sorem di Spadaccini.
I velivoli sono fermi da tre mesi e i dipendenti (in 200 compresi i tecnici della San) non ricevono gli stipendi. Alla gara da 50milioni di euro l'anno, secondo indiscrezioni, hanno risposto otto società. Fra di esse l'iberica Inaer che svolge lo stesso servizio in Spagna, un gruppo legato a Finmeccanica, un'impresa turca e la Eurofly dei fratelli Baviera.

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