ROMA - E' scontro sui pedaggi sul Grande raccordo anulare. Ad attaccare a muso duro il provvedimento - inserito nella manovra di giugno e confermato all'interno della legge di stabilità - è il Pd, che accusa Pdl e Lega di volere la stangata. Ma il sindaco Alemanno ribatte: i romani non pagheranno nulla, la sinistra si rassegni.
Ma andiamo con ordine. Ieri non era passato un ordine del giorno promosso dal senatore del Pd Raffaele Ranucci per "salvare" i pendolari romani dal maxi balzello da 35-40 milioni di euro. «Bocciando la nostra proposta - spiega Ranucci - Pdl e Lega hanno di fatto deciso di avallare il pedaggio dei raccordi autostradali e di tassare tutti i cittadini che quotidianamente li percorrono per motivi di lavoro, di studio o familiari. E di non destinare le entrate derivanti dal pedaggio per investirle in opere e interventi da realizzare sul territorio. Anche i senatori romani del Pdl, nonostante le tante dichiarazioni, alla prova dei fatti si sono tirati indietro». L'ordine del giorno alla Legge di stabilità è stato bocciato con 136 voti contrari, 129 a favore, tra cui anche quelli del Fli.
Secca e durissima la replica del Pdl. «La sinistra - sottolinea il sindaco Alemanno - si rassegni ad abbandonare le facili strumentalizzazioni. I romani non pagheranno il Gra». «Inoltre, per quanto riguarda i pendolari - spiega - l'ordine del giorno presentato dal senatore Ranucci è una fotocopia di quello già approvato alla Camera a fine settembre, nel quale i parlamentari del Pdl hanno chiesto che i pendolari siano esentati dai pedaggi su tutto il Gra e su alcuni tratti autostradali. E una volta approvati da un ramo del Parlamento, gli ordini del giorno diventano esecutivi per il Governo». Del resto, ricorda il sindaco, è stato avviato un tavolo di confronto con l'Anas, la Regione, il Comune e il ministero dei Trasporti che si è già riunito e che servirà per mettere a punto le proposte e le iniziative da mettere in campo. Sulla stessa linea i deputati Pdl Barbara Saltamartini, Vincenzo Piso, Gianfranco Sammarco, Francesco Aracri e i senatori Mario Cutrufo e Maurizio Castro che ribadiscono di voler trovare misure per salvaguardare i pendolari.