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Pescara, 18/04/2026
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Data: 09/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Idv: Chiodi ha sbagliato, non sia più commissario. Confesercenti: imprese a pezzi, Regione assente

PESCARA - Il caos-sanità riesploso dopo l'annuncio del nuovo buco nei conti continua ad accendere il dibattito politico. «Siamo stanchi di questo stillicidio di cifre e delle continue accuse rivolta al passato. Le elezioni si sono celebrate due anni fa, e una parte della vecchia classe dirigente è sotto inchiesta dalla magistratura: ora chi governa da due anni deve assumersi le proprie responsabilità di fronte a imprese e cittadini. Si convochi subito il "tavolo" romano con Regione, parlamentari, associazioni imprenditoriali e sindacati per ottenere lo stesso trattamento che il Governo ha riservato ad altre città e Regioni - così il direttore regionale di Confesercenti, Enzo Giammarino- L'economia è al collasso e precipita anche la qualità della vita: cosa si sta aspettando? Da due anni le imprese abruzzesi attendono l'erogazione dei fondi Fas per poter tornare a programmare lo sviluppo, ora invece rischiano di non poter contare neppure sui Fas. E' una scelta suicida. E' giunto il momento che la Regione Abruzzo pretenda lo stesso trattamento che il Governo nazionale ha riservato ad altre Regioni. Nella scorsa primavera il presidente Chiodi annunciò di voler chiedere un incontro a Roma con il Governo al quale invitare tutte le parti sociali: siamo a fine anno e l'incontro non c'è mai stato. Dovrà spiegarci per quale ragione le imprese abruzzesi devono subire un trattamento diverso».
Il presidente regionale di Confesercenti, Beniamino Orfanelli: «C'è un forte calo dei consumi e molte aziende attendono i Fas come una boccata di ossigeno. Dire ora che dei Fas arriveranno solo le briciole e che le tasse resteranno fra le più alte d'Italia vuol dire non aver compreso la drammaticità della situazione. Le imprese di regioni anche limitrofe pagano molte meno tasse e avranno più risorse per lo sviluppo: noi rischiamo di tornare indietro di quarant'anni».
Sul caos-sanità il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore nazionale IdV, annuncia: «E' impossibile costituire un tavolo istituzionale congiunto con chi si ostina ad essere sordo e cieco. A fine 2009 eravamo riusciti a far approvare all'unanimità dal Senato un ordine del giorno, presentato dall'IdV, che impegnava il Governo a valutare, su richiesta ovviamente della Regione Abruzzo, l'opportunità di rimodulare tempi e contenuti del Piano di rientro dei debiti della sanità abruzzese, troppo rigido, insostenibilità. Ricevemmo solo ironia e indifferenza. Ed ora parlano di mettere tasse e tickets. A maggio 2010, invece, ad una nostra interrogazione in cui si chiedeva al Governo di conoscere nei dettagli la situazione dei nostri conti sulla sanità, il sottosegretario Martini rispose che con cadenza trimestrale monitoravano gli adempimenti e che era a posto la verifica "del risultato di gestione 2007, 2008 e precedenti." Sottolineiamo: "precedenti"! Era evidente che qualcuno stava nascondendo le vere cifre, il Governo non poteva non sapere. Infine il decreto legge 78 , convertito in legge, obbligava il commissario entro giugno, e non ora a dicembre, a concludere la ricognizione dei debiti individuando modalità e tempi di pagamento. Delle due cose l'una: o Chiodi sapeva e ha nascosto i conti, o non è stato in grado di assolvere all'obbligo di legge sul suo ruolo di commissario. In entrambi i casi le sue dimissioni da commissario sarebbero un atto dovuto».

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