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Pescara, 18/04/2026
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Data: 09/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Ponte del Mare, sfuma l'incontro. D'Alfonso e Mascia divisi da pochi secondi non ripetono lo scontro del 2009

UN ANNO FA L'INAUGURAZIONE L'ex sindaco a spasso sull'opera e l'attuale alla Madonnina del porto

PESCARA. Il sindaco di oggi e quello di ieri si sono solo sfiorati. Nel giorno del primo compleanno del ponte del Mare, l'incontro-scontro è sfumato per una manciata di secondi. Con un perfetto sincronismo, mentre Albore Mascia lascia il piazzale della Madonnina spunta l'auto di D'Alfonso. Esattamente un anno fa i due politici avevano dato vita a un duello a distanza.
Una mattinata allegra e assolata, con qualche nuvola che copre il profilo delle montagne e un po' di foschia che oscura la linea del mare, saluta il primo anno dall'inaugurazione del monumento simbolo del rilancio e della modernità pescarese.
IL CORTEO DI MASCIA La giornata inizia con la tradizionale processione dell'8 dicembre tra le strade di Borgo marino nord e le vecchie casette dei pescatori. Il corteo, seguito da oltre un centinaio di fedeli, dal sindaco Luigi Albore Mascia e dall'arcivescovo Tommaso Valentinetti, culmina con la benedizione della statua della Madonnina del porto, la deposizione della corona d'alloro e la donazione di un mazzo di fiori e di una collana con la preghiera dell'Ave Maria realizzata dal gruppo scout di Sant'Andrea. Nel giorno che segna anche l'anniversario dell'inaugurazione del ponte del Mare, Mascia non spende una parola per salutare il monumento diventato lo sfondo perfetto per cartoline e volantini della città. A celebrare l'evento ci pensa il Pd, schierato a pochi metri dal seguito del primo cittadino, con in testa il capogruppo in consiglio Moreno Di Pietrantonio, accompagnato dai colleghi di partito Enzo Del Vecchio, Gianluca Fusilli, Antonio Blasioli e Stefano Casciano. Per dare inizio alla festa manca però Luciano D'Alfonso, l'ex sindaco che ha voluto quel ponte ma che non è riuscito a inaugurarlo a causa dei problemi giudiziari.
L'ARRIVO DI D'ALFONSO L'automobile dell'ex sindaco di Pescara raggiunge la riviera nord alle 10,30 in punto, pochi secondi dopo che Albore Mascia lascia la scena. Con in mano un pacchetto di volantini e di inviti alla presentazione del suo libro-intervista «Le ragioni dell'Abruzzo» di Umberto Dante, D'Alfonso cerca il bagno di folla, inizia a percorrere il ponte del Mare e avvicina i passanti chiamandoli per nome. Tra la gente comune c'è chi si ferma curiosa, chi finge indifferenza e chi gli chiede di riprendere in mano le redini della città.
IL PONTE DEL MARE «Per fortuna che c'è», dice D'Alfonso indicando il ponte, «in pochi mesi è diventato la bandiera di Pescara, ne delinea l'anima, le prospettive e le ambizioni. Quando non ci sei e pensi a Pescara, allora ti viene in mente l'immagine di questo ponte». La passeggiata dell'ex sindaco, tra un volantino e una chiacchiera con un passante, procede ricordando l'origine dell'idea di collegare le due riviere della città: «La paternità non è mia, ma di un gruppo di bambini che nel 1967 chiesero di unire il lungomare con l'acqua del mare e del fiume. Oggi l'effetto che si ha è di trovarsi in una grande metropoli europea». D'Alfonso, che oggi preferisce scendere in campo «per approfondimenti storici e culturali, per leggere e rileggere la storia locale e interpretare l'utilizzo del potere», al termine della passeggiata si lascia andare a qualche stoccata nei confronti dell'attuale classe dirigente: «Mi dispiace per chi, innocentemente, all'inizio lo ha avversato. Mi fa piacere immaginare il ponte del Mare sui volantini del Comune, al di là di chi lo ha pensato. Noi avevamo in mente altri due monumenti simbolo: il Ponte Nuovo e un grande pontile dalla nave di Cascella direttamente al mare, che io considero il parco più grande di Pescara. La speranza è che queste idee e questi progetti possano trovare attuazione nei prossimi anni».

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