I figli del caposcorta assunti dalle aziende municipalizzate? «Giancarlo Marinelli si è già dimesso, in via precauzionale, dopo il primo caso che riguardava per evitare speculazioni attorno a questa vicenda». La "parentopoli" all'Ama? «Stiamo verificando: non risulta che ci siano particolari scandali».
Gianni Alemanno ribatte colpo su colpo alle accuse, «e alle speculazioni», che piovono addosso all'amministrazione comunale (e dintorni) sulle presunte assunzioni facili nelle aziende controllate da Palazzo Senatorio. E propone una soluzione per evitare nuovi scandali in futuro: «Bisognerebbe rendere obbligatoria, già dal 2011, la pratica dei concorsi anche per le municipalizzate, così come si fa al Comune, evitando le assunzioni a chiamata diretta e le selezioni fatte da agenzie interinali».
La prima vicenda da sminare, per il sindaco, riguarda le assunzioni dei figli del suo caposcorta, ormai ex, adesso impiegati una all'Ama e l'altro all'Atac: «Non mi occupo di assunzioni, e poi non mi ricordavo neanche che quell'agente di polizia avesse una figlia - taglia corto Alemanno - Dopo la prima vicenda relativa al figlio, comunque, Giancarlo Marinelli, mio caposcorta, ha rimesso l'incarico in via precauzionale per evitare che sull'accaduto si facessero speculazioni».
Ma quelli dei figli dell'ex caposcorta sono soltanto alcuni dei nomi circolati nella cosiddetta "parentopoli", che adesso tocca anche l'Azienda municipalizzata per l'ambiente. Ma anche in questo caso il sindaco esclude irregolarità: «Per quanto riguarda la vicenda dell'Ama, stiamo verificando - sottolinea l'inquilino del Campidoglio - Non risulta che ci siano particolari scandali. Le assunzioni avvengono secondo le regole e non sono risultati dati strani».
La stessa posizione assunta già nei giorni passati sull'azienda della mobilità e sull'assessore Sergio Marchi: «È in corso una commissione d'inchiesta all'interno dell'Atac che dovrà fare luce e chiarezza - aveva detto il primo cittadino - Non credo che Marchi c'entri nulla, del resto l'Atac è un'azienda pubblica con il proprio consiglio di amministrazione, con la propria autonomia».
Sulla necessità di nuove norme per la trasparenza del settore, però, Alemanno non ha dubbi: «Stiamo studiando delle regole che siano valide per tutte le municipalizzate - annuncia - A mio avviso, se è possibile, bisognerebbe rendere obbligatoria la pratica dei concorsi anche per le municipalizzate, così come si fa al Comune».
Secondo il sindaco, in concreto, sarebbe opportuno che «dal 2011 si facessero concorsi pubblici anche per le municipalizzate, per superare il problema delle chiamate dirette o dalle selezioni fatte da agenzie interinali». Il problema, adesso, è stabilire come imporre le nuove regole a società che, pur interamente di proprietà del Comune, secondo la legge si comportano come aziende private. A partire dalla discrezionalità nella scelta del personale da assumere.
«Stiamo studiando i termini di legge, per tutte le municipalizzate interamente del Comune per capire quale sia l'atto necessario per estendere la pratica dei concorsi che vale già per il Campidoglio - dice Alemanno - Se basta una delibera la faremo subito, se ci vuole un provvedimento di legge lo chiederemo al Governo, perché lo metta nel decreto "Milleproroghe"». Una mossa, questa, pensata anche per far recuperare credibilità alle aziende municipalizzate, fortemente minata dalle ultime vicende.