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Pescara, 18/04/2026
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Data: 09/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parentopoli all'Atac - Il Pd: «Via Marchi e De Lillo». Il Pdl: «Abbiamo salvato l'Azienda»

Impazza la polemica politica sul caso "parentopoli". Il centrosinistra attacca sindaco e amministrazione: «Siano ritirate le deleghe all'assessore Marchi e all'assessore De Lillo e Alemanno si scusi con la città per quanto avvenuto», chiede Umberto Marroni, capogruppo Pd. «Il sindaco ora non ha più alibi - incalza Marco Miccoli, segretario romano del Pd - È chiaro che ci sta dentro con tutte le scarpe e quindi deve rendere conto alla città di come sta gestendo le aziende comunali». Vincenzo Maruccio, segretario regionale Idv sottolinea «le 1400 assunzioni, a chiamata diretta, in due anni e mezzo, in un'azienda che ha in tutto 7 mila dipendenti: sono state così pagate tutte le cambiali elettorali di Alemanno e dei suoi seguaci».
Potito Salatto, coordinatore romano di Fli, chiede a «al sindaco Alemanno e alla presidente Polverini di mutuare un istituto già in uso nel Parlamento europeo e sottoscrivere una carta etica che impedisca a consiglieri e assessori di promuovere assunzioni di parenti o affini fino al quarto grado non solo nelle istituzioni che rappresentano (Regione, Comuni, Province, Municipi) ma anche nelle aziende da loro controllate».
«L'affannosa ricerca di qualche nome famoso o presunto tale, fa parte di una estetica che né condividiamo né possiamo accettare anche quando viene da casa nostra», risponde Luca Gramazio, capogruppo capitolino Pdl. E Fabio De Lillo, assessore capitolino all'ambiente, difende la gestione dell'Ama: «Abbiamo ereditato un'azienda allo sbando, piena di debiti, che siamo riusciti a salvare dal fallimento attraverso una nuova gestione - sostiene De Lillo - Siamo riusciti a riorganizzare la struttura ottimizzando le risorse e investendo su nuovo personale».

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