ROMA - A meno di un colpo di scena, sempre possibile, Silvio Berlusconi è convinto di avere in mano le carte per il finale di partita. Il pallottoliere del premier è arrivato a quota 313 deputati, secondo fonti del governo, a fronte di una maggioranza, sulla carta, di 316 onorevoli. Ma, le assenze per «malattia», possono fare il resto. Nel senso che l'abbassamento del quorum può richiedere una maggioranza con numeri inferiori. Ed oggi, tre deputati, Massimo Calearo, ex rutelliano Api, Bruno Cesario, del gruppo Misto, ma soprattutto il dipietrista, Domenico Scilipoti, dell'Italia dei valori, annunceranno il passaggio all'area berlusconiana. Con una formula così annunciata: diventeranno «battitori liberi» per giocare insieme.
Non tutto è definito, il quadro è sfaccettato, ma per ora Berlusconi sembra respingere l'offerta di Italo Bocchino (con il quale ha avuto un faccia a faccia) di aprire una crisi lampo che prevede, comunque, dimissioni e reincarico in 72 ore. Sulla questione di abbandonare il governo, il premier è sempre irremovibile: «Mi possono chiedere tutto, ma non di dimettermi», ha ripetuto anche ieri. Tuttavia è disposto a discutere un patto di legislatura con Gianfranco Fini. Ed è deciso ad andare alla conta, nelle Aule parlamentari, quando martedì si voterà la fiducia. Nel discorso che farà, il filo conduttore sarà quello della fiducia ottenuto dall'elettorato per cui non va tradito.
Ma il Cavaliere crede di ottenere la promozione del governo. Fino a ieri sera, la maggioranza avrebbe avuto 313 voti: i 235 del Pdl più i 59 della Lega, ai quali vanno aggiunti gli 11 di Noi Sud-Pid, il repubblicano Francesco Nucara e Francesco Pionati dall'Adc. Inoltre, sono in arrivo Calearo, Cesario, e dal partito di Di Pietro, Scilipoti. Ma c'è pure in arrivo Giuseppe Angeli, deputato eletto nel collegio dell'Argentina. Mentre il centrosinistra, Pd e Idv, conta su 229 voti, il Terzo Polo ha 85 voti. Il Fli, invece, ne ha 34, l'Udc 35, l'Api 6 e Mpa 5. I Liberaldemocratici di Italo Tanoni molto probabilmente daranno l'appoggio al governo, compreso l'incerto, Maurizio Grassano. A favore dell'esecutivo ci sono pure, La Malfa e Guzzanti. Non si sa bene quel che faranno il Svp altoatesino (3 voti) ed i valdostani, nemmeno come si comporteranno i radicali. Tutti sono concordi che i veri giochi si faranno 24 o 48 ore immediatamente prima del B-day del 14 dicembre.