Tira aria di bufera all'interno della Gtm (Gestione trasporti metropolitani) tra il vertice dirigenziale e i lavoratori dell'azienda. Tutto è iniziato nei giorni scorsi quando, a seguito della richiesta di aspettativa per un dipendente considerato dalla ditta non idoneo, un gruppo di lavoratori si è riunito per un'assemblea straordinaria (non autorizzata) chiedendo e ottenendo il ritiro del provvedimento e il reintegro del collega. Vige però un clima di calma apparente che rischia di surriscaldarsi. "Vogliamo capire quali sono le intenzioni dell'azienda - tuona il rappresentante sindacale della Cgil Giancarlo De Salvia - sappiamo che una legge regionale porterà dei tagli alla Gtm ma non sappiamo ancora quando e come. L'azienda invece è andata avanti da sola". Spiega il sindacalista: "Per la Gtm gli assunti non idonei sono 25 e, secondo accordi presi con i sindacati, fino al 31 dicembre la situazione di questi lavoratori doveva restare immutata. Invece non è così: nei giorni scorsi, infatti, un dipendente non idoneo è stato messo in aspettativa; una decisione che non poteva passare sotto silenzio. Siamo così intervenuti e siamo riusciti a far reintegrare il lavoratore. E non è il primo caso che si verifica". Il sindacato chiede il rispetto degli accordi: "Certo - afferma De Salvia - l'azienda sta procedendo da sola, noi vorremmo capirci di più ma rispettando l'accordo. Inoltre la Gtm parla di 25 lavoratori non idonei, in realtà per noi non ce n'è nemmeno uno. Perché? Perchè tutti coloro che sono stati definiti 'non abili alla guida' sono stati ricollocati e riqualificati in altre mansioni". Altro colpo alla già tesa situazione è arrivato lunedì scorso quando l'azienda ha assunto due nuovi lavoratori presso gli uffici della sede nonostante l'assessore Morra, durante un vertice regionale, avesse garantito il blocco totale delle assunzioni fino alla fine dell'anno. Dura la reazione dei sindacati attraverso un volantino dal titolo "Morra, in Gtm se ci sei, batti un colpo", nel quale annunciano lo stato di agitazione e una raccolta di firme tra i lavoratori per sfiduciare il presidente Michele Russo e l'intera dirigenza.