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Pescara, 18/04/2026
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10/12/2010
Il Messaggero
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Ama, si allunga la lista delle assunzioni di Panzironi
Atac, spunta anche il figlio del caposcorta di Veltroni |
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ROMA - Al deposito dell'Atac di Grottarossa ci sono 400 autobus e 1.200 dipendenti. Tra loro c'è anche un ragazzo di 26 anni. Si chiama Luca Rotini ed è figlio di Luciano Rotini, ex caposcorta di Walter Veltroni. Il papà oggi è in pensione. Ma il figlio è stato assunto (anche lui senza concorso) a suo tempo quando papà Luciano era il più alto in grado dei poliziotti assegnati al primo cittadino della Capitale. Venne assunto alla Sta, la società che si occupava delle gestione dei parcheggi a pagamento sulle strisce blu. Poi, anche lui, quando c'è stata la fusione, è diventato un dipendente dell'Atac. Eccola qui l'ultima rivelazione di questa Parentopoli all'amatriciana che sta facendo tremare la Capitale molto più di quanto la Wikileacks di Assange abbia fatto tremare i potenti del mondo. Perché in questi giorni i computer delle aziende della holding Campidoglio stanno sfornando nomi su nomi, incrociando date di assunzioni e magari stati di famiglia: Così oltre ai nomi dei figli del caposcorta di Alemanno (assunti in Atac e Ama) e a quello del caposcorta di Veltroni stanno venendo a galla parentele, fidanzate e amanti di deputati e senatori del Pdl, mogli e mariti e soprattutto tanti sponsor sindacali e politici di centrodestra come di centrosinistra. Dopo l'Atac (oltre 850 assunzioni senza concorso delle quali solo 400 per autisti) la valanga Parentopoli ha raggiunto via Calderon de la Barca dove ha sede l'Ama, l'azienda municipalizzata ambiente del Comune di Roma. Anche qui posti di lavoro senza concorso (75 "impiegati" e olte 800 netturbini). Al massimo una selezione di un'agenzia interinale. La più utilizzata è Obiettivo Lavoro, la stessa dove è confluita la "Lavoro Temporaneo" che aveva come direttore generale quel Franco Panzironi che oggi è proprio l'amministratore delegato dell'Ama. Bilancio da brivido. Eppure, secondo il bilancio del 2009 i conti dell'Ama sono tutt'altro che rosei. Nel 2008 l'Ama aveva un indebitamento bancario di 550 milioni di euro: 73 milioni (13% del totale) con scadenza a lungo termine e 477 (87%) con scadenza a breve termine. A dicembre del 2009 l'Ama ha effettuato una ristrutturazione del debito, spalmandolo fino al 2021, grazie a un pool di otto banche guidato da Bnl gruppo Bnp Paribas. Ora l'indebitamento si è impennato di altri 58 milioni di euro raggiungendo la cifra record di 608. La suddivisione però è cambiata: 432 milioni (pari al 71% del totale) hanno scadenza a lungo termine e 176 (29%) a breve termine. New entry. Come se niente fosse proprio ieri L'Ama ha dato inizio ad una nuova infornata si tratta di oltre 350 nuove assunzioni di lavoratori interinali che saranno stabilizzati e andranno a far compagnia a Ilaria Marinelli (figlia dell'ormai ex caposcorta del sindaco Alemanno), Stefano Andrini (l'ex estremista di destra implicato anche nell'inchiesta Mockbel che Panzironi aveva promosso amministratore delegato di Ama Servizi), Armando Appetito (che subito dopo l'assunzione in Ama ha sposato la figlia di Panzironi), Fabio Magrone (assistente dell'europarlamentare del Pdl Roberta Angelilli) e Laura Rebescini (che dalla redazione di Unire tv è diventata una delle due segretarie dell'amministratore delegato). Tra quelli selezionati da Obiettivo lavoro ci sono, per esempio, Francesca Giannotta sorella di quel Mirko (responsabile decoro urbano), Alesandro Cantarini figlio di Stefano Cantarini segretario provinciale UGL Ambiente e Alessio Palmacci figlio del vicesegretario Ugl Luigi Palmacci. Quando l'Ama si tingeva di rosso. Dopo la lunga lista degli amici e parenti "targati" Pdl, adesso giorno dopo giorno arrivano i nomi delle assunzioni avvenute durante le giunte Rutelli e Veltroni. Pina Pescosolido, moglie di Antonio Rugghia attualmente deputato del Pd ed ex sindaco di Ciampino, è stata assunta prima in All Clean (una società partecipata Ama) e poi nel 2006 passa direttamente in Ama. Analogo percorso per Mario Di Silvestro che ai più non dirà nulla ma risulta essere il marito di Maria Coscia che è stata assessore capitolino alla Scuola con la Giunta Veltroni e oggi è deputata del Pd. E ancora Marzia Smeriglio, sorella di Massimiliano (Sinistra e Libertà) assessore al Lavoro della giunta Provinciale di Nicola Zingaretti. Nel 2006 arriva in Ama anche Maria Giuseppina Giordano che negli anni passati era stata consigliera comunale del Partito Comunista. E dopo tante mogli spunta anche un marito. Si chiama Alberto Agostini ed è sposato con Caterina Marrone, segretaria del vicesindaco Walter Tocci ai tempi del sindaco Francesco Rutelli. Simonetta Ruina è la moglie di Antonio Calicchia (ex vicecapo di Gabinetto del sindaco Rutelli e attuale direttore generale della Provincia di Roma guidata da Zingaretti). Era una dipendente del Comune di Roma ma in quegli anni è prima passata in Ama Servizi Ambientali e poi, nel 2007, è finita anche lei in Ama spa. E in questa valanga di nomi potevano mancare, oltre alle assunzioni, anche le consulenze? Luigi Manconi, portavoce nazionale dei Verdi, per esempio ha un contratto di consulenza con Ecomed (società partecipata da Ama) con un compenso di circa 100mila euro annui. Prossima fermata? Il sindaco di Roma ha annunciato verifiche e inchieste su tutte le aziende municipalizzate. Quale sarà la prossima società ed essere travolta è difficile saperlo. Già tremano, però, all'Ater, a Sviluppo Lazio e a Lazio service.
ROMA - Si presenterà in procura questa mattina Maurizio Basile, il nuovo amministratore delegato dell'Atac, la municipalizzata finita sotto inchiesta per le assunzioni di "massa". Un incontro con il Procuratore di Roma, Giovanni Ferrara per discutere un piano comune e facilitare le indagini in corso. Il tema del colloquio sarà il coordinamento dell'inchiesta aperta dalla Procura sulla "parentopoli", con l'indagine interna avviata dall'Atac per verificare i criteri delle assunzioni adottati in questi anni. Lo scopo di Basile è mettere gli inquirenti nella condizioni migliori per poter fare luce su quanto è avvenuto al momento dei reclutamenti del personale. Il Procuratore indicherà invece i binari sui cui intende muoversi la magistratura, quali documenti ritenga fondamentale acquisire e anche chi potrebbe essere convocato nei prossimi giorni. Una sorta di calendario dei lavori, del quale Basile, pronto a coordinare la sua indagine interna con quella della magistratura, potrebbe prendere nota. Poi, a varcare la soglia dell'ufficio del Procuratore Ferrara, potrebbe essere l'amministratore dell'Ama, l'altra municipalizzata finita nella bufera. Il fascicolo per abuso d'ufficio, sempre con riguardo alle assunzioni dirette nell'azienda dei rifiuti, è stato aperto ieri. E, infine, potrebbe toccare anche agli amministratori delegati delle altre aziende municipalizzate romane, chiamati in procura per fornire un contributo alle indagini. Perché, in seguito all'esplosione della parentopoli Atac e Ama, l'intero sistema di assunzioni dirette nelle municipalizzate potrebbe finire all'esame della magistratura, penale e contabile. Ieri è stato il reclutamento di personale avvenuto all'Ama negli ultimi anni ad accendere l'interesse della magistratura penale ma anche contabile. Oltre al fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Alberto Caperna, che punta ad accertare l'eventuale correttezza delle centinaia di assunzioni avvenute all'Ama, anche il procuratore del Lazio della Corte dei Conti, Pasquale Iannantuono, ha deciso infatti di avviare un'inchiesta e si appresta a verificare se le nomine all'Ama abbiano leso il diritto all'immagine dell'azienda o abbiano provocato danni alle casse della società. Dopo l'Atac, tocca così al bastione dell'Ama finire sotto i riflettori degli inquirenti. Ma le indagini a questo punto potrebbero estendersi anche alle altre municipalizzate, perché la procura vuole vederci chiaro sulle modalità di assunzione nell'intera galassia delle aziende con questa natura giuridica. Sia la magistratura penale che quella contabile sembrano orientate ad aprire un capitolo investigativo sui sistemi addottati dalla politica nella gestione della assunzioni nella società municipalizzate della Capitale. Il dubbio è che la chiamata diretta possa aver stimolato una sistema clientelare, attraverso il quale i politici abbiano piazzato amici e parenti nella pubblica amministrazione a spese dei contribuenti. Intanto, l'inchiesta sull'Atac, coordinata dal procuratore aggiunto Caperna e dal pubblico ministero Francesco Dell'Olio, va avanti. Il fascicolo, aperto con l'ipotesi di abuso d'ufficio, è ancora contro ignoti e la procura ha delegato gli accertamenti ai carabinieri del Comando provinciale. Prima di individuare eventuali responsabilità personali, gli inquirenti la documentazione: i contratti firmati in questi anni dai vertici dall'azienda, insieme ai verbali che hanno motivato le assunzioni. Dopo avere esaminato nel dettaglio i provvedimenti, i magistrati stabiliranno se interrogare i vertici della società e soprattutto chi ha svolto i colloqui di assunzione. E in modo speculare procederà l'inchiesta della procura contabile. Il pubblico ministero della Corte dei Conti, Guido Patti, acquisirà la documentazione della società per accertare le procedure seguite per le assunzioni e soprattutto se i nuovi dipendenti fossero necessari all'attività aziendale dell'Atac. In caso contrario, ai responsabili dell'azienda verrebbe contestata la lesione del diritto all'immagine che comporta il pagamento di multe molto salate. Oppure il danno erariale.
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