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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Niente rimpasto prima del voto di fiducia. Operazione rinviata per i contrasti nel Pdl e l'incertezza del quadro politico nazionale

Finiani e Mpa chiedono una verifica approfondita nella coalizione «Non basta spostare poche pedine»

L'AQUILA. «Credo che per il rimpasto di giunta sia indispensabile aspettare l'esito del voto di fiducia al governo. Dopo oltre due mesi di attesa, non sono ora cinque giorni in più di ritardo a fare la differenza». Sono le parole del consigliere e vice coordinatore regionale di Fli, Emilio Nasuti, ad attestare che il rimpasto dell'esecutivo è rinviato a dopo il 14 dicembre prossimo.
Giorno in cui il voto di fiducia al governo chiarirà il quadro politico nazionale. Anche se mancano le dichiarazioni dei vertici del Pdl, è certo che la partita per la sostituzione di Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, i due assessori convolti nelle inchieste giudiziarie, è legata alle logiche nazionali.
Ed è certo che gli annunci, anche quelli di qualche giorno fa, di voler chiudere subito il discorso, da parte di Chiodi, del coordinatore del partito, Filippo Piccone, e del vice, Fabrizio Di Stefano, non erano abbastanza fondati. Hanno fatto il resto le divisioni interne al Pdl sui candidati in corsa per la poltrona di assessore, oltre i veti posti da Fli e Mpa, che oltre a un rinvio al 15 dicembre, hanno chiesto una verifica approfondita prima della indicazione dei nomi. L'influenza di Fli (tre consiglieri regionali) e Mpa (un consigliere) - alleati in Abruzzo e molto critici a Roma con il governo - nei confronti di Chiodi e del Pdl (23 consiglieri), è del resto provata dall'ulteriore presa di posizione di Nasuti: «Una volta chiarito il quadro politico, non si può comunque procedere con le nomine sostituendo semplicemente alcune pedine», spiega con parole ferme il finiano presidente della commissione Bilancio. «Condizione imprescindibile è la convocazione di un tavolo politico di maggioranza per una verifica del programma. Abbiamo posto la questione al presidente Chiodi che, evidentemente», prosegue Nasuti, «ha deciso favorevolmente, così come avevamo sollecitato noi finiani e l'Mpa».
Nonostante il governatore abbia rinunciato a staccare la spina per questioni private, oggi, domani e domenica, a causa dei gravosi impegni istituzionali, non ultima l'emergenza legata al nuovo buco della sanità, non si parlerà più di rimpasto. Non ci sono stati incontri con i senatori Piccone e Di Stefano e neppure i contatti hanno fatto passi avanti. Probabilmente perché c'è la consapevolezza che l'esito del 14 dicembre potrebbe anche portare alla necessità di un ulteriore rimescolamento di carte complicando così i piani di un'intesa che sarà molto difficile condurre in porto. D'altra parte, le soluzioni su cui si erano trovati d'accordo i tre esponenti del Pdl, hanno provocato reazioni polemiche, subito bollate come autentiche rivolte dagli stessi pidiellini. Il riferimento è al duro scontro in atto a Pescara tra la consigliera Nicoletta Verì, per la quale sembrava ormai scontato l'ingresso in giunta al posto dell'assessore tecnico Federica Carpineta, e la consigliera Federica Chiavaroli, che a sua volta ambisce alla stessa poltrona.
C'è poi il dualismo, niente affatto risolto nel Chietino, tra i consiglieri Luigi De Fanis, che sembrava favorito, e Nicola Argirò.
La situazione meno conflittuale è quella aquilana, dove il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, sembra l'unico ad avere conquistato un posto sicuro, qualsiasi cosa accada, forte anche di una convergenza nazionale. Il consigliere Luca Ricciuti, a lungo tra i favoriti, avrà subito una chance alle politiche in caso di elezioni anticipate. In ogni caso, è difficile immaginare che il rimpasto possa far ripartire l'azione della maggioranza, finora insufficiente, con un fronte più coeso e risultati migliori.

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