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Pescara, 18/04/2026
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Data: 10/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
L'Udc volta le spalle a Mascia. Il sindaco frena il rimpasto, i consiglieri lasciano l'aula

Dogali avverte: la nostra pazienza è terminata Finiani e Lista Teodoro corrono in soccorso della coalizione

PESCARA. La trattativa sul rimpasto nella giunta comunale si è arenata e ora rischia addirittura di saltare. Ieri, l'Udc ha dato un segnale pesantissimo alla maggioranza, facendo mancare il suo appoggio durante le votazioni in consiglio.
All'ordine del giorno c'era un'importante delibera che fissa le regole per l'assegnazione dei contributi alle famiglie indigenti. Il provvedimento è passato, ma solo perché finiani, Lista Teodoro e opposizione hanno votato a favore insieme alla maggioranza: tutti d'accordo sulla delibera da approvare modificata con gli emendamenti.
Sta di fatto che lo scenario nel centrodestra è improvvisamente cambiato. L'Udc, in attesa da settembre scorso di ottenere l'assessorato promesso dal sindaco Luigi Albore Mascia, non sembra più intenzionata ad aspettare altro tempo. Così, ieri ha fatto mancare il suo appoggio. Il capogruppo Udc Vincenzo Dogali e il consigliere Vincenzo Di Noi hanno lasciato l'aula, seguiti a ruota dal loro collega Roberto De Camillis, esponente della lista civica Città ponte federata con l'Unione di centro. E' rimasto al suo posto solo il presidente del consiglio comunale Licio Di Biase, anche lui Udc, ancora in attesa che arrivi la sospirata nomina di resposabile del Teatro stabile dell'Aquila. «Abbiamo voluto dare un segnale alla maggioranza», ha commentato Dogali, «perché la pazienza ha un limite».
L'Udc sperava che Albore Mascia, al ritorno venerdì scorso dal suo viaggio istituzionale a Bruxelles, convocasse immediatamente una riunione della coalizione per dare il via al tanto atteso rimpasto in giunta per far entrare un esponente dell'Unione di centro. Dogali ha aspettato paziente fino a ieri, pensando che il sindaco approfittasse della riunione del consiglio per incontrare i rappresentanti delle tre forze della maggioranza, Pdl, Pescara futura e Udc. Invece, non è arrivato alcun segnale. «Per ora non sono previsti incontri», ha rivelato in serata Mascia.
Probabilmente, il sindaco sta tentando di prendere altro tempo per cercare di far conciliare le posizioni divergenti all'interno della maggioranza. Dogali pretende per l'Udc un assessorato con deleghe pesanti, come l'edilizia privata o i lavori pubblici. Più o meno gli stessi incarichi reclamati dal leader di Pescara futura Carlo Masci per i suoi assessori. Albore Mascia è tra due fuochi e deve in tutti i modi evitare rotture e dissapori, da parte di uno dei due alleati, che potrebbero minare la solidità della maggioranza. Maggioranza che non sarebbe più tale senza i 4 consiglieri dell'Udc, perché i finiani di Futuro e libertà e la Lista Teodoro non garantiscono più il loro appoggio. Intanto, il presidente provinciale e capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri minimizza. «Ritengo che i tempi per il rimpasto siano maturi», ha osservato, «Mascia non poteva di certo cambiare la giunta mentre era a Bruxelles».

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