È una delle rentrées dell'ex sindaco che più hanno il sapore dell'evento. In teoria si tratta solo della presentazione di un libro (pure preventivamente presentata e anticipata da numerose... anticipazioni), in pratica si tratta di un modo di tastare il polso alla città e alla sua forse appannata ma non sopita popolarità. A Luciano D'Alfonso mancherà solo l'occhio della telecamera della Rai - causa sciopero - ma verosimilmente non il bagno di folla al Circus, alle 18, per la presentazione del libro «Le ragioni dell'Abruzzo». L'autore è in teoria Umberto Dante, in realtà è il solo D'Alfonso-pensiero che permea le pagine dell'intervista edita da Textus (13 euro) e di cui si favoleggia di mirabolanti tirature da best seller. Il parterre scelto dall'ex sindaco è una specie di panzerdivision mediatica: il rettore dell'università Cattolica del sacro Cuore di Milano, Lorenzo Ornaghi; il sindaco emerito di Barcellona Pasqual Maragall; il sindaco di Mostar Ljubo Beslic; Maurizio Beretta dell'Istituto di studi e analisi economica; il caporedattore centrale Tgr-Rai Carlo Fontana. Le 800 poltroncine del Circus sembreranno poche per gli aficionados, gli "orfanelli", i curiosi, i nostalgici e quanti stimano il politico D'Alfonso e la politica luccicante di D'Alfonso. Domenica, da perfetta macchina da guerra, lui ha sgranato i volantini-invito uno dopo l'altro come fossero proiettili di Spandau nella zona del "suo" Ponte del mare, con cravatta e sorriso d'ordinanza. Oggi spiegherà, con la sua prosa zuccherosa e suadente, che indulge a compiaciuti neologismi e ardite perifrasi, quali sono «Le ragioni dell'Abruzzo». In teoria una specie di successo annunciato, in pratica sarà proprio così.