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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parentopoli: Alemanno: 85 casi sospetti, se ho colpe pagherò le conseguenze. Procura sentirà vertici Ama e Atac. (Guarda il servizio - SkyTG24)

Il sindaco: perché non assumere ex estremisti riabilitati?

Dal 2008 ad oggi, «tra Ama e Atac sono state effettuate 2505 nuove assunzioni. Di queste 85 sono considerate sospette: 67 casi fanno capo a politici, 18 a sindacalisti». Così, il sindaco Gianni Alemanno nel corso di una conferenza in Campidoglio. Alemanno ha tenuto a sottolineare che, dunque, «le assunzioni clientelari non sono né centinaia né migliaia».

«Se la Magistratura accerterà eventuali responsabilità, tutti coloro che le hanno dovranno pagare: se ci saranno responsabilità mie pagherò io, se ci sono responsabilità di altri pagheranno altri - ha detto Alemanno - Sono abituato a scegliere in base a dati di fatto: ci sono commissioni che stanno indagando su questa vicenda. Non saranno tagliate teste solo per dare qualche soddisfazione a qualcuno», ma saranno prese decisioni «in base ai fatti accertati».

«Per il passato non metto la mano sul fuoco, perchè non mi sono occupato di assunzioni. Ma da oggi si cambia», ha aggiunto Alemanno. «Non accetto che si dica che c'è un caso Roma e che ci sono centinaia o migliaia di assunzioni sospette. Se per quegli 85 ci sono state pratiche irregolari non lo sappiamo ancora e sono io il primo a volerlo sapere perchè non ho niente da nascondere», ha concluso Alemanno.

«Rifiuto la logica per cui chi ha precedenti politici debba avere una condanna a vita e non possa più lavorare. Chi si è riabilitato ha tutto il diritto a trovare un impiego - ha affermato Alemanno, rispondendo a chi gli chiedeva conto degli incarichi assegnati nelle municipalizzate della capitale ad ex esponenti della destra estrema. Il principio della riabilitazione, ha sottolineato il sindaco, «vale per Adriano Sofri, come per qualunque cittadino. Gli ex militanti di estrema destra, poi, non sono più maledetti di quelli di estrema sinistra». Quanto a Stefano Andrini, che l'anno scorso ha dato le dimissioni dopo essere stato coinvolto nel caso Mokbel, «non ha neanche avuto un avviso di garanzia, ha rassegnato le dimissioni per sua scelta».

Il sindaco ha fornito i dati relativi alle assunzioni in Ama e Atac. In particolare l'Ama ha assunto dal 2008 al 2010 937 persone, di cui 76 impiegati, quadri e dirigenti, 861 operai. Nello specifico, Alemanno ha elencato: 324 operatori ecologici, 200 autisti, 20 seppellitori, 162 raccoglitori di foglie, 28 operai delle categorie protette (disabili), 12 apprendisti meccanici, 80 dipendenti in mobilità della Multiservizi Spa e 35 meccanici in cassa integrazione Alitalia. Quanto all'Atac, il totale degli assunti ammonta a 1.558, di cui 1.146 operativi (operai, autisti, macchinisti). «Ma in tre anni nell'azienda c'è stata una riduzione di personale di circa 300 lavoratori, dal momento che 1.860 hanno intanto cessato l' attività». Quanto poi alle modalità di assunzione, il sindaco ha sottolineato che «la chiamata diretta in quanto tale non esiste più dal 2008, perchè da allora vigono le norme del ministro Brunetta che impongono una procedura di selezione trasparente e con piena pubblicità. Fanno dunque eccezione solo piccole aliquote di assunzioni a chiamata diretta all'inizio del mio mandato: parliamo di un ordine di 40-50-60 persone».

Marroni: Alemanno patetico quando dice "non sapevo". «Il sindaco oggi ha sottolineato più volte di aver ignorato lo sviluppo di una parentopoli romana. Anzi ritiene che il fenomeno esploso in Atac e Ama sia del tutto fisiologico alle amministrazioni pubbliche italiane. Sono affermazioni gravi. Alemanno non può trincerarsi dietro un patetico e ridicolo "non sapevo" perché non poteva non sapere». È quanto dichiarato in una nota dal capogruppo del Pd in Campidoglio Umberto Marroni.

Aduc: sul gonfalone "tengo famiglia". «Se il sindaco Alemanno vuole continuare con l'attuale prassi è bene che al gonfalone del comune di Roma faccia aggiungere la scritta tengo famiglia». Così in una nota Primo Mastrantoni, segretario Aduc.

Bertucci: i "figli di" ci sono sempre stati. «La politica della cosiddetta parentopoli? Nessuno si deve meravigliare se in un'azienda di 13.000 dipendenti ci siano figli di qualcuno. Se si va indietro nel tempo lo sa quanti parenti si trovano?». Parla l'ex amministratore delegato di Atac, Adalberto Bertucci, l'azienda. «Io se c'è una parentopoli non lo so. Io dovevo preoccuparmi solo della correttezza amministrativa per assumere e sono tranquillo e la magistratura lo accerterà». Le assunzioni, spiega, «avvenivano attraverso curricula, selezioni, colloqui, ma non propriamente un concorso pubblico, perchè non era previsto. Ma anche i miei predecessori, come Raffaele Ranucci (attuale senatore del Pd) non mi pare abbiano fatto concorsi pubblici. Quando saranno previsti per legge si faranno».

Basile: pronti a collaborare con procura. «Sono venuto a dire che la società è a completa assoluta disposizione della procura per dare tutti gli elementi necessari a fare chiarezza. Ho assicurato al procuratore che non appena la commissione interna che abbiamo istituito avrà completato il suo lavoro, questo sarà inoltrato all'autorità giudiziaria». Lo ha dichiarato l'ad di Atac, Maurizio Basile, lasciando gli uffici di Piazzale Clodio, dove si era presentato spontaneamente per incontrare il procuratore capo Giovanni Ferrara in relazione all'inchiesta sulla cosiddetta parentopoli nell'azienda di trasporto pubblico della capitale. «La linea che Atac seguirà in questa vicenda è quella che ci sarà indicata dai nostri legali - ha aggiunto Basile - al fine di garantire la maggior tutela della società che si ritiene parte offesa e valuteremo se presentare denunce».

Ama: nessuna inchiesta interna. Un'inchiesta interna ad Ama dopo lo scandalo parentopoli? L'amministratore delegato della municipalizzata romana Franco Panzironi esclude tale ipotesi, messa in campo invece dai vertici di Atac e afferma: «Abbiamo già fatto una verifica e abbiamo riscontrato che le assunzioni hanno rispettato le norme. Le inchieste le fanno gli altri non ce le facciamo da soli».

Vertici Ama e Atac saranno sentiti in procura. Dirigenti e funzionari di Atac ed Ama, ma anche coloro che hanno gestito le pratiche di assunzione con chiamata diretta saranno convocati in procura a Roma nell'ambito delle inchieste aperte sulla cosiddetta parentopoli. Gli inquirenti chiederanno loro di ricostruire l'iter delle assunzioni e non solo quelle avvenute previa chiamata, ma anche quelle, circa la metà delle 850 fatte dall'Atac, tramite concorso pubblico. Su quest'ultime i magistrati, in particolare, dovranno verificare se sussistano anomalie. L'attività istruttoria, tuttavia, non può prescindere dall'acquisizione, ed il successivo esame, della documentazione, contratti di assunzione compresi. L'incarico di recuperare tutto il carteggio è stato affidato ai carabinieri.

Il Pd: Alemanno nasconde lo scandalo sotto il tappeto. «Come annunciato ieri, il vice capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, assieme ai senatori Cosentino, Gasbarri e Ranucci, ha presentato oggi un'interrogazione parlamentare sulle assunzioni nelle municipalizzate romane Atac e Ama. Bene ha fatto perchè è necessario che su questa inquietante vicenda, che getta una luce torbida su Roma, la capitale d'Italia, vengano coinvolti Parlamento e Governo - afferma Vannino Chiti, commissario del Pd Lazio - È politicamente grave il comportamento di Gianni Alemanno che, su una vicenda vergognosa come quella delle assunzioni facili all'Atac e all'Ama, rifiuta ancora di ammettere le proprie responsabilità. Non è possibile che Alemanno continui a negare l'evidenza della parentopoli. Francamente non può nascondersi dietro un "io non sapevo", perchè non poteva non sapere. In ogni modo il comportamento di un amministratore pubblico, soprattutto se riveste l'importante carica di sindaco della Capitale d'Italia, deve essere improntato sempre al rigore e alla trasparenza. La maggiore preoccupazione di Alemanno sembra invece quella di nascondere maldestramente sotto al tappeto uno scandalo che ogni giorno che passa assume una rilevanza sempre più ampia».

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