Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alemanno al matrimonio della figlia del caposcorta: «Sembra strano ma non lo sapevo»

«So che sembra strano, ma chi mi conosce può testimoniare la vita che faccio e che spesso mi porta in situazioni in cui mi guardo intorno e non mi rendo esattamente conto di dove sto. Quando sono andato al matrimonio di quella ragazza, ero convinto di essere alle nozze del figlio pugile del mio caposcorta. Poi ho visto la foto e ho detto: "Oh diavolo!"». Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno spiega come mai abbia negato di ricordare che il suo caposcorta, Giancarlo Marinelli, avesse una figlia, quando una foto al matrimonio di lei ritrae in prima fila proprio Alemanno con la moglie Isabella Rauti.

Dopo la notizia dell'assunzione in Ama della ragazza, che seguiva quella dell'assunzione in Atac del fratello di lei, Marinelli ha rassegnato le sue dimissioni. Alemanno però nega che ci fosse malafede dietro la sua dichiarazione di non conoscere la ragazza. «Davvero non sapevo di essere al suo matrimonio, ma capita. Si può accusare la mia lucidità, ma non la mia buonafede», spiega.

Quanto alle assunzioni sospette che riguardano persone del suo staff, il primo cittadino dice: «Se si pensa che un sindaco o un ministro possa avere conoscenza di tutto quello che avviene nel proprio gabinetto, commette un errore molto forte. Il che non assolve dal non sapere, ma è un qualcosa che purtroppo accade. È successo a Veltroni con il suo caposcorta e a me con il mio».

Tornando sulla doppia assunzione in Campidoglio e in Eur Spa di Dario Panzironi, figlio dell'ad di Ama, Alemanno spiega: «Ha partecipato a una selezione con procedura pubblica in un'azienda, Eur Spa, che è statale (il Comune ne ha solo il 20%). Se avessi saputo che il figlio di Panzironi era stato assunto in Ama o in Atac avrei detto no. Ma dovremmo stabilire che tutti i parenti degli ad del Comune hanno il divieto di entrare nella pubblica amministrazione? Questo mi sembra francamente troppo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it