ROMA - «Come un pugile suonato e stordito, Alemanno sulla Parentopoli del Campidoglio avanza a tentoni, senza una linea. Si è passati dal «è tutto a postO» di due giorni fa, all'ipotesi di dimissioni di questa mattina. Il tutto inframmezzato da una sconcertante risposta sullo scambio di persone sulle nozze del figlio, o della figlia, del suo capo della sicurezza. Ma, evidentemente, nell'imbarazzo del non sapere a quale matrimonio aveva partecipato, Alemanno ha deciso di far assumere entrambi». Sono le parole del senatore del Pd Raffaele Ranucci, anche ieri uno dei più duri nei confronti del sindaco di Roma edella bufera parentopoli. «A questo punto ci aspettiamo solo che getti la spugna, come avviene nel ring con un pugile ormai finito - conclude Ranucci - Alemanno deve dimettersi».
Il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda ieri ha presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro dell'interno Roberto Maroni e al Guardasigilli Angelino Alfano: «Assieme ai senatori Gasbarri, Cosentino e Ranucci ho chiesto al governo non solo di riferire dei gravi atti compiuti dall'amministrazione capitolina e dal suo sindaco, ma anche se non ritenga opportuno che Alemanno rassegni le dimissioni».
Tiene la linea anche il capogruppo del Pd in Campidoglio: «Alemanno non può trincerarsi dietro un patetico e ridicolo "non sapevo" perché non poteva non sapere - dichiara Umberto Marroni - Il vero problema all'ordine del giorno è l'etica di chi governa la città. In attesa delle indagini avviate dalla magistratura sono ormai inevitabili le dimissioni degli assessori Marchi e De Lillo e doverose le scuse del sindaco alla città che attonita guarda al Campidoglio non più come ad una casa di vetro ma ad un porto delle nebbie».
E sulla vicenda dell'assunzione all'Atac di Luca Rotini, figlio dell'ex caposcorta di Walter Veltroni, è intervenuto l'ex presidente Fulvio Vento: «Quattro anni fa, in presenza di un elevato tasso di evasione dal pagamento del biglietto dei mezzi pubblici, Atac avviò un apposito piano che tra l'altro prevedeva l'assunzione di circa 50 giovani interinali selezionati da una agenzia specializzata. Tra questi vi era il giovane Rotini - ha spiegato - Questi ragazzi furono successivamente formati e messi all'opera, conseguendo ottimi risultati che consentirono ad Atac di recuperare quote importanti di incasso. Per questo dopo circa un anno sono stati quasi tutti confermati». E ha aggiunto: «Vorrei infine precisare che durante il mio mandato di amministratore di aziende partecipate del Comune di Roma, dal Campidoglio e dal sindaco Veltroni non ho mai, dico mai, ricevuto pressioni di alcun genere».