PESCARA Grande folla di fedelissimi al cinema Circus «Bisogna aprire una stagione di rinnovamento»
PESCARA. «Ho scritto un libro per ricominciare una vicenda politica, per raccontare il mio punto di vista e affidarlo alla forza della stanzialità della carta: si chiama le ragioni dell'Abruzzo, quelle che bisogna ritrovare per aprire una grande stagione di rinnovamento».
Alle 18, l'orario di presentazione del libro di Luciano D'Alfonso, il Circus è già stipato di gente, mille e duecento persone tra posti a sedere e in piedi che, poco dopo, si abbeverano al «rinnovamento politico» che D'Alfonso inculca dal palco. Sceso dalle scale del cinema teatro, l'ex sindaco di Pescara stringe mani, firma il primo autografo, bacia gli amici e, soffocato dalla folla, sale sul palco accompagnato dall'ouverture della Gazza ladra di Rossini. «Perché tutta questa gente, cos'è che vi tiene assieme?», domanda al pubblico Luciano Ornaghi, il rettore dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sul palco per presentare «Le ragioni dell'Abruzzo» (edizioni Textus), il libro intervista all'ex sindaco scritto da Umberto Dante. «Vi tiene insieme il sentirvi rappresentati da un tipo di politica che getta un ponte sul futuro», risponde il rettore seduto accanto agli altri ospiti: l'ex sindaco di Barcellona Pasqual Maragall, l'ex sindaco di Spalato Miroslav Bucilic, Dante e il moderatore, il caporedattore del Tgr Rai Carlo Fontana. «Chi è D'Alfonso?», chiede ancora Ornaghi. «Non è un folle perché la follia era di Erasmo, non è un idealista perché sarebbe troppo facile, ma è un politico che ha il dono della tenacia e della perserveranza per raggiungere lo scopo».
Un ritratto che il protagonista della serata raccoglie alzandosi dalla sedia per iniziare a parlare per un'ora di fila e raccontare che le nuove prospettive dell'Abruzzo sono nel «paradigma del ponte». «Unire insieme, guardare oltre», attacca D'Alfonso, «guardare al nuovo, ai 1.730 brevetti, alle innovazioni depositate nel 2009 ma mai prese per mano», dice l'ex sindaco. «Pensare all'Abruzzo unito alle Marche e al Molise, pensare a Pescara come a Barcellona, la città dove tutto quello che è stato scritto è stato fatto». Il sogno di D'Alfonso è «l'apertura di una nuova stagione della regione, è credere che un'idea che leghi tre regioni sia possibile». Perché è necessario? «Il pil dell'Abruzzo è di 28 miliardi di euro», prosegue, «quello delle Marche di 33 e del Molise di 8. La popolazione scolastica delle tre regioni salirebbe a 460 mila persone. Questa è la maniera per diventare un interlocutore serio del ministero, questa è la maniera per cogliere la liberalizzazione del trasporto ferroviario che invece, come io credo, corriamo il rischio di perdere». D'Alfonso parla di pil ma poi nomina il figlio a cui spiega che deve «innamorarsi delle cose», parla di Pescara inserita in un contesto europeo e poi aggiunge che «le tradizioni sono il radicamento del futuro». E, infine, saluta la platea così: «La politica è provarci ogni giorno e chiedersi alla fine cosa si è fatto».
Chi c'era nel pubblico della manifestazione
Marini, Legnini e la Nenna Gli amici festeggiano la performance di Luciano. Imprenditori, docenti e politici provenienti anche da fuori regione
PESCARA. Franco Marini, l'ex presiedente del Senato, è arrivato a Pescara per salutare Luciano D'Alfonso. Con lui, ad ascoltare la presentazione del libro c'erano politici e imprenditori, docenti e sindacalisti. Mauro Angelucci, il presidente di Confindustria Abruzzo, con la sala del Circus colma, è rimasto in piedi mentre nelle prime file sedevano Lucio Marcotullio e Anna Nenna D'Antonio, consiglieri comunali e regionali del Pd. Non solo esponenti abruzzesi, ma anche delle Marche e del Molise. Michele Scassera, direttore del generale degli industriali del Molise e il capogruppo del Pdl della Regione Marche Giacomo Bugaro. Una buona fetta di imprenditoria abruzzese: i presidenti della Camera di commercio di Chieti Silvio Di Lorenzo e di Pescara Daniele Becci, gli imprenditori Dino Di Vincenzo, Enrico Marramiero e Fabio Maresca. Poi, i professori universitari Nicola Mattoscio, Giovanni Di Giandomenico e Marilena Giammarco e tanti politici, il senatore Giovanni Legnini e l'ex senatore Pci Nevio Felicetti.