Alle 18,05 nella sala del cinema Circus non si entra più. I 906 posti a sedere sono tutti occupati da un bel po', e almeno altre 500 o 600 persone premono per entrare, con la gente ormai stipata contro le pareti e gli organizzatori della serata costretti a piazzare due grandi schermi all'esterno per consentire a tutti di seguire l'avvenimento.
Luciano D'Alfonso esordisce così, vinto dall'emozione: «Che devo dire, sono davvero contento...».
Un mare di folla per la presentazione del libro intervista dell'ex sindaco "Le ragioni dell'Abruzzo", realizzato con lo storico Umberto Dante. Un mare di folla che D'Alfonso non aveva mai conosciuto prima, neanche quando il suo stellone volava e le inchieste giudiziarie non avevano ancora fermato il "vulcano", per usare una espressione del professor Dante. E' un caso decisamente singolare di impermeabilità della popolarità anche alle grane giudiziarie.
In prima fila il presidente della lega calcio Maurizio Beretta, ex direttore di Confindustria; l'ex presidente del Senato Franco Marini, parlamentari, sindaci, imprenditori, delegazioni straniere provenienti dalla vicina Croazia, come l'ex sindaco di Mostar e da Barcellona, come l'amico Pasqual Margall. Delegazioni di politici, imprenditori e rappresentanti del mondo finanziario giunte dal vicino Molise, la regione che ha "adottato" l'ex sindaco dopo le dimissioni e le disavventure giudiziarie ancora in corso.
Si scorgono i volti di Lucio Marcotullio, Dino Di Vincenzo, Enrico Marramiero, Walter Tosto; del presidente di Confindustria del Molise, Michele Scasserra.
E ancora i vertici regionali del Pd al completo, amministratori e dirigenti dell'Udc e degli altri partiti del centrosinistra.
Tanti, troppi per la semplice presentazione di un libro.
Meriti passati o demeriti di chi ha raccolto il testimone di Luciano D'Alfonso? L'interrogativo circolava con insistenza ieri nella sala un po' attonita del Circus, per cercare di spiegare in qualche modo l'incredibile bagno di folla.
«Abbiamo realizzato la nostra intervista - ha svelato Umberto Dante - in due fasi: durante il terremoto dell'Aquila e mentre veniva costruito il ponte del mare. Si può dire che siamo cresciuti con lui. Credo che in questo libro ci sia un po' un augurio di rinascita per la città e per tutto l'Abruzzo».