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Pescara, 18/04/2026
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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
D'Incecco e Ginoble: voteremo la sfiducia a Berlusconi, come si può dubitare di noi?

L'ira dei deputati Pd. Mascitelli (Idv): «Razzi? Era fragile, l'hanno pressato»

PESCARA - «Siamo indignati, come si fa a dire questo di noi? La nostra è una storia di impegno, lealtà e coerenza con il Pd. Il 14 voteremo la sfiducia a Berlusconi perchè se ne vada a casa»: sono furibondi Vittoria D'Incecco e Tommaso Ginoble, deputati abruzzesi del Pd, dopo aver letto su alcuni giornali del loro possibile passaggio tra le fila dei parlamentari che il 14 dicembre daranno la loro fiducia al Governo Berlusconi. Ancora Ginoble: «Ma come si fa a dire una cosa del genere di me e della D'Incecco? Voteremo contro Berlusconi perchè la smetta di far danni all'Italia, questo non è in discussione, noi non siamo in vendita. Non solo: oggi sfilerò a Roma con tanti amici di Roseto proprio per dire "basta" a Berlusconi. Cos'altro devo dimostrare?».
Ma gli abruzzesi sono particolarmente in voga nel borsino dei parlamentari pro e contro il Governo, alla vigilia dell'attesissimo voto di fiducia. Per dire: Giampiero Catone, uscito dai berlusconiani per approdare nei finiani, dopo la giravolta che l'ha escluso dal coordinamento regionale di Fli è annunciato di nuovo sulla strada di Arcore.
Per non parlare di Antonio Razzi, naturalmente: l'abruzzese dell'IdV eletto all'estero ha riempito le cronache della politica nazionale con il suo abbandono dei dipietristi per il gruppo parlamentare Noi Sud: «Una decisione sofferta e frutto di una riflessione attenta che dura da anni -spiega Razzi- Una decisione che avrei dovuto prendere già ad inizio di legislatura, visto che il comportamento del partito nei miei riguardi trasudava insofferenza da tutti i pori». Secco il commento del coordinatore regionale dell'IdV, il senatore Alfonso Mascitelli: «Razzi già viveva ai margini del partito, sul piano umano ha subito un pressing spaventoso. Il fatto è che i berlusconiani sono scientificamente cinici nell'individuare le loro prede, nello scegliere chi è fragile. Guardate un po' se hanno provato a far pressioni su me o su Augusto Di Stanislao, non si sono neanche azzardati, li avremmo presi a pernachie: su Razzi sì, invece, sapevano di trovare terreno fertile. Che brutto momento per la politica, siamo al mercato delle vacche». Certo è che voi dell'IdV perdete pezzi anche in Consiglio regionale, Gino Milano è andato con l'Api. «E no, quella è tutt'altra storia. Milano è un galantuomo, una persona per bene. Non condivido la sua scelta, ma lo rispetto. Solo non avrei fatto l'appello a stare in mezzo alla gente a far cose concrete. Noi siamo sempre in mezzo alla gente. E lui?».

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