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Pescara, 18/04/2026
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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Razzi nel ciclone D'Incecco e Ginoble: non lasciamo il Pd

PESCARA. Nell'intervista apparsa ieri mattina sul Corriere della Sera era apparso deciso non negando che avrebbe votato la fiducia al governo e definendosi «uno che va d'accordo con tutti, destra o sinistra». Poi, ieri mattina, alle agenzie, Antonio Razzi ha rilasciato dichiarazioni meno definitive sul voto di fiducia al governo, in programma il 14 dicembre, rimettendosi a ciò che deciderà Noi Sud, il partito in cui, giovedì scorso, il 62enne parlamentare di Giuliano Teatino, ex operaio, eletto in Svizzera, è passato dopo aver lasciato l'Italia dei valori.
«Sul voto di fiducia mi rimetto alle decisioni del mio gruppo, Noi Sud. Decideremo lunedì», ha detto ieri Razzi. «Ma la mia opinione, da operaio, è che andare alle urne sarebbe ridare un dispiacere a tutti gli italiani. Perché andare alle urne costa un miliardo e mezzo. E lo pagano tutti i cittadini. Mica pagano Berlusconi, o Bersani, o Di Pietro o i segretari di partito. Lo pagano i cittadini. Meglio trovare una soluzione in Parlamento».
Sulle polemiche legate al suo addio all'Idv Razzi ha poi aggiunto: «Oggi sto male. Con Di Pietro ho avuto un bel rapporto, purtroppo sono cose che succedono. Ma non ho preso un euro e se dovessero regalarmi qualcosa non lo accetterò. La mia è una decisione personale. Ma non mi hanno comprato».
Ma Razzi non è il solo parlamentare abruzzese finito nel ciclone polemico perché sospettati di voler fare il salto della quaglia e passare da sinistra a destra. E' il caso die due parlamentari del Pd, la pescarese Vittoria D'Incecco e Tommaso Ginoble, di Roseto, che in un articolo apparso ieri sulla Repubblica erano dati per transfughi.
Tutti e due, con una dichiarazione congiunta, hanno smentito che voteranno a favore del governo Berlusconi. «Respingiamo con sdegno», ha detto Ginoble, «questo tentativo di coinvolgere le nostre persone in questo triste mercato. Il 14 dicembre voteremo la sfiducia al Governo affinché il più rapidamente possibile vada a casa e smetta di fare danni all'Italia».
«La storia di ognuno di noi», ha aggiunto Ginoble, «è fatta di coerenza, lealtà e appartenenza al Pd e al centrosinistra. Credo che rappresenti la migliore risposta a queste voci infami».
«La mia storia personale smentisce da sola le assurde voci che qualcuno ha voluto far circolare circa il mio voto sulla mozione di sfiducia al governo», ha detto la D'Incecco. «Sono voci che semplicemente non hanno alcuna ragione di esistere: sono e resto una donna di centrosinistra. Sono l'unica parlamentare del Pd di Pescara e sento tutto il peso di questa responsabilità».

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