Sul possibile rinvio della restituzione delle tasse non versate, prevista dal primo gennaio, arriva un inaspettato "affondo" del governatore Gianni Chiodi: «Che sia spostamento o decurtazione è una cosa che è stata ribadita dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa di palazzo Chigi di qualche tempo fa. Ritengo che sia una cosa indispensabile e dovuta e quindi aspettiamo esclusivamente il provvedimento». Ma il governatore è andato oltre: «Il fatto di vivere ancora in questa incertezza determina una situazione di "malessere". Capisco le difficoltà del ministero del Tesoro, ma una parola chiara su questo punto è assolutamente indispensabile. Il trattamento di Marche e Umbria è lo stesso che Berlusconi ha assicurato. Mi sembra semplice che i ministeri si adeguino alle volontà del presidente del Consiglio e lo facciano al più presto». Il rinvio della restituzione (esiste già un ordine del giorno recepito dalla Camera per rimandarla di sei mesi) sarà probabilmente inserito nel "milleproroghe", che però potrebbe slittare a gennaio: molto dipenderà da come andrà il voto di fiducia previsto per il 14 dicembre. Ieri, nel corso della conferenza stampa a palazzo Silone, il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Rainaldi, ha ribadito che molte imprese non sono tecnicamente in grado di tornare a restituire le tasse non versate e che si rischia la paralisi. È per questo che il comitato attività produttive (che comprende associazioni e sindacati) ha inviato la piattaforma che già è all'attenzione del Mef anche ai parlamentari abruzzesi, per una più ampia condivisione. Si tratta di una serie di misure per il rilancio dell'economia. «Ma la priorità, ora, è il rinvio della restituzione delle tasse» ha tuonato Rainaldi. Persino la zona franca, insomma, può attendere, anche se De Matteis ha respinto le polemiche degli ultimi giorni sui ritardi: «Qualche "bontempone" si diverte a creare tensioni e problemi quando invece dovremmo essere uniti per centrare obiettivi comuni».
Borse di studio "scippate". Lo stesso De Matteis, nel corso di una conferenza stampa a palazzo dell'Emiciclo, ha chiesto ieri il ritiro della determina dirigenziale del 29 novembre sulla ripartizione della quota aggiuntiva (3,196 milioni) da destinare alle borse di studio per gli universitari. «Invece di essere trasferita interamente all'Adsu dell'Aquila, così come previsto dal Ministero - dice De Matteis - è stata inopinatamente suddivisa per tutte e tre le Adsu abruzzesi». La somma avrebbe permesso di colmare la lacuna delle 995 borse di studio non pagate agli studenti iscritti all'Aquila (e quindi anche fuorisede) aventi diritto. Dei 2,551 milioni di acconto è stato stabilito che 1,7 milioni andranno all'Aquila, 425 mila euro cadauno a Teramo (appena 16 idonei non pagati) e Chieti. «Non è possibile, nè accettabile - ha aggiunto De Matteis -: immediatamente l'assessore Gatti faccia ritirare la determina». De Matteis ha chiesto anche che i 2,5 milioni destinati dal ministro Meloni per il villaggio della Gioventù vengano trasferiti a interventi sulle scuole.
Altre misure. Con il decreto 28, firmato ieri, il commissario Chiodi ha disposto l'occupazione di urgenza delle aree utili alla realizzazione di 64 Map a Paganica. Il governatore ha disposto anche il trasferimento di 68 milioni di euro a favore dell'emergenza.