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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Da Giulianova in idrovolante. Progetto per il collegamento con l'altra costa dell'Adriatico

TERAMO. Decollare e atterrare a pelo d'acqua, senza passare per aeroporti, controlli agli sportelli e lunghe file ai check-in.
Sarà questo il nuovo modo di volare dall'Abruzzo verso Grecia, Albania, Montenegro e Croazia a bordo di moderni idrovolanti a 19 posti che faranno la spola tra il porto di Giulianova e quelli di Corfù, Valona, Bar, Pola e Brindisi.
L'iniziativa, denominata Adri-Seaplanes, è stata presentata ieri a Teramo dall'assessore provinciale alle Politiche comunitarie, Davide Calcedonio Di Giacinto. La Provincia di Teramo è infatti capofila del progetto che prevede un investimento complessivo di 2 milioni di euro, dei quali 575 mila euro destinati direttamente all'ente. I tempi di realizzazione sono stati stimati in 24 mesi.
La nuova rete aerea tra le località dell'Adriatico diventerà realtà grazie ad un progetto dell'Unione europea finanziato dal Comitato di sorveglianza del programma comunitario di cooperazione transfrontaliera Cbc Ipa Adriatico.
L'obiettivo è quello di creare un sistema di collegamenti tra le località costiere dell'Adriatico che potrà essere usato sia per scopi commerciali che turistici, sulla scia dei buoni risultati ottenuti in Grecia con l'istituzione di una linea di collegamenti regolari con idrovolanti tra le isole dello Ionio e la città di Bari.
Per la creazione di una prima linea di volo sono previsti il noleggio di un idrovolante da 19 passeggeri, la realizzazione di piattaforme, di un sistema di radio e boe e di un sistema comune di prenotazione on line.
Saranno realizzati, inoltre, piccoli interventi infrastrutturali nei porti delle città coinvolte, con pontoni galleggianti, canali di atterraggio e stazioni radio.
«Giulianova è un porto turistico dalle dimensioni ottimali anche perché gli idrovolanti sono considerati mezzi ambientalmente sostenibili, non sono necessarie infrastrutture impattanti, e sono a basso costo», ha spiegato l'assessore Di Giacinto. «Saremo così in rete con quegli Stati che dal 2013 entreranno in Europa e diventeranno beneficiari di linee di finanziamento che noi non avremo più».

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