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Pescara, 18/04/2026
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Data: 11/12/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Cna: quei pedaggi sono troppo alti. No agli aumenti su A 24 e A 25 ripristinati dal Consiglio di stato

PESCARA. «Una decisione beffa». La Fita-Cna definisce così la sentenza con cui, l'altro ieri, il Consiglio di stato ha annullato la decisione del Tar Lazio, del 30 marzo scorso, che aveva cancellato l'aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 Roma-L'Aquila e A25 Torano-Pescara, stabili, quattro anni fa, dalla società concessionaria di quei tratti, la Strada dei parchi.
«E' nostra abitudine», si legge in un documento dell'associazione degli autotrasportatori aderente alla Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato), «non commentare le sentenze, ma deve essere chiaro agli abruzzesi che gli argomenti giuridici addotti dal Consiglio di stato per giustificare gli aumenti dei pedaggi applicati negli anni passati dall'Autostrada dei Parchi, non modificano in alcun modo la realtà di una rete percorsa ogni giorno da decine di migliaia di automobilisti e autotrasportatori: ovvero, una dotazione di servizi nettamente al di sotto dello standard medio di altre infrastrutture identiche».
Secondo la Fita-Cna abruzzese, «la decisione con cui la suprema corte di giustizia amministrativa ha revocato una precedente sentenza del Tar del Lazio, favorevole invece alle ragioni degli utenti, ha il sapore della beffa. Chi è costretto quotidianamente a percorrere la A24 Roma-L'Aquila e la A25 Torano-Pescara, si trova ad affrontare un percorso disagevole in una condizione di notevole carenza di servizi rivolti a chi guida e ai passeggeri. Tutto, senza voler considerare le difficoltà per chi tenta di avventurarsi nel traffico romano una volta usciti dalla barriera autostradale».
«Aver di fatto svincolato l'aumento tariffario da un reale adeguamento e miglioramento della rete gestita», conclude la Fita-Cna, «potrebbe aprire la strada a future decisioni unilaterali e discrezionali da parte delle società di gestione. Che aumenterebbero i costi a carico degli utenti, senza nulla concedere alle migliorie strutturali».
Secondo il Consiglio di stato, «fin dalla predisposizione della disciplina per la gara ad evidenza pubblica, l'ente concedente aveva operato una valutazione di carattere tecnico-discrezionale, dalla quale emergeva come l'equilibrio finanziario della gestione si sarebbe potuto raggiungere solo attraverso un incremento delle tariffe di pedaggio, incremento da attuarsi nella misura minima del 50% rispetto a quelle dell'epoca».

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